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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica

INTERVISTA | Trombetti (Pd): "I numeri sulla residenza agli occupanti non convincono, bisogna risolvere criticità"

Il presidente della commissione casa, tra i primi firmatari della mozione approvata a giugno, chiede un tavolo con i municipi: "Poche istanze in VI, eppure c'è la percentuale più alta di alloggi popolari"

Il 7 marzo durante una commissione capitolina l'assessore al personale e alla città dei 15 minuti, Andrea Catarci, ha reso pubblico l'ultimo report riguardante il numero di domande per l'iscrizione all'anagrafe dei residenti da parte di chi vive in occupazioni abusive. Dati fermi al 15 febbraio che compongono un quadro non del tutto omogeneo nei 15 municipi: se, per esempio, in territori come Garbatella e Ostia sembra che tutto vada a gonfie vele, altrove la macchina si è inceppata o addirittura le istanze risultano ben poche rispetto alle conclamate criticità sociali. 

Yuri Trombetti, presidente della commissione casa e tra i primi firmatari della mozione sulla deroga all'articolo 5 del decreto Renzi-Lupi (approvata a giugno e propedeutica alla direttiva Gualtieri di novembre), non è convinto rispetto all'efficacia fin qui dimostrata dal dispositivo. Ovviamente non c'è da parte sua un attacco all'ordinanza, avendo spinto - anche molto - perché venisse firmata il prima possibile dal Sindaco: "Però mi pare evidente che qualcosa non stia funzionando". RomaToday lo ha intervistato per capire quali sia la sua posizione rispetto alle criticità emerse dagli uffici anagrafici in questi primi due mesi e mezzo di applicazione dell'ordinanza e agli attacchi del centrodestra che ritiene la residenza agli occupanti un pericoloso "via libera" all'illegalità.

Residenza agli occupanti: cosa cambia con la direttiva Gualtieri e perché non è una sanatoria per le occupazioni

Trombetti, prima di tutto i numeri: le sembrano poche le istanze presentate al 15 febbraio? Parliamo di una media di 72 a municipio.

"Le sembra possibile che in VI siano state fatte solo 87 richieste, di cui 64 accolte? Parliamo del territorio col maggior numero di alloggi di edilizia residenziale pubblica a Roma, il municipio di Tor Bella Monaca. Non mi tornano i conti. Allora significa che qualche problema c'è. In fase iniziale c'è stata sicuramente poca chiarezza sul ruolo degli ufficiali d'anagrafe e questo ha creato allarmi, sembrava dovessero occuparsi loro di controllare i carichi pendenti e invece il direttore del dipartimento decentramento, Gaetano Altamura, ha diffuso una nuova circolare che spazza via ogni dubbio". 

E' emerso un problema grosso anche nell'inserimento delle nuove residenze all'interno del SIPO, il sistema informatico della popolazione: in media il 50% ancora non è registrato. Come mai?

"E in IV municipio siamo a zero inserimenti. E' un dato preoccupante, c'è un problema che va risolto. Anche perché è stata fatta una battaglia politica importante per la deroga all'articolo 5 del decreto Renzi-Lupi, adesso dobbiamo dare risposte concrete alla popolazione più fragile". 

Cosa pensa andrebbe fatto per dare un impulso positivo all'applicazione dell'ordinanza?

"Va fatta una campagna di comunicazione, le persone devono sapere che c'è questa possibilità. Poi, tra un mese e mezzo circa convocheremo una nuova commissione per un aggiornamento sui dati, anche perché gli ultimi sono di quasi 30 giorni fa. Ma ancor prima è necessario un tavolo con gli assessori Catarci e Zevi e tutti i municipi affinché i direttori e gli ufficiali d'anagrafe si allineino su un unico approccio e venga data propulsione al meccanismo". 

Nell'ordinanza di novembre e nella successiva circolare si obbligano i richiedenti a fare domanda per una casa popolare. Sta funzionando?

"Quello che posso dire ad oggi è che in dipartimento patrimonio abbiamo registrato circa 100 domande di alloggio in queste settimane e questo è importante perché significa poter far uscire dall'illegalità molte persone. E la destra stia tranquilla, non si stanno verificando assalti alle case per essere occupate come qualcuno paventava, l'ordinanza di Gualtieri non è stato un 'libera tutti'". 

Enrico Michetti ha dato un parere legale negativo sull'ordinanza, lei teme ripercussioni?

"Con tutto il rispetto, parliamo del candidato del centrodestra alle amministrative del 2021. Leggeremo il parere, ma non mi preoccuperei troppo. L'ordinanza e la successiva circolare sono state scritte con il parere dell'Avvocatura e ha superato il vaglio della Prefettura, se ci fossero stati elementi di incostituzionalità Frattasi sarebbe intervenuto". 

Ci sono altre questioni, legate al tema della residenza, che pensa andrebbero risolte a breve?

"Beh innanzitutto le domande di sanatoria. Chi sta aspettando una risposta non può fare l'iscrizione della residenza in virtù della nuova ordinanza perché non è abusivo, ma non può far entrare nel nucleo una moglie o un marito e nemmeno i figli. Il Comune sta lavorando alacremente, mancano circa 800 sanatorie ancora relative alla numero 27 del 2006. E poi c'è il tema dell'ampliamento del nucleo familiare nelle case popolari: deve bastare una comunicazione al municipio, come da legge regionale, invece alcuni ancora chiedono di produrre il contratto". 

Ultima perplessità, stavolta nostra: ma in municipi dove ci sono due occupazioni come Spin Time e viale del Policlinico, cioè I e II, come mai i numeri sono così bassi? Gli occupanti non sono interessati?

"Effettivamente va fatta una verifica, non so da cosa dipenda. Intanto andrebbero aggiornati i numeri al 15 marzo, dopodiché affrontiamo la questione. Forse ha influito anche il dubbio che alcuni ufficiali d'anagrafe hanno avuto sulla possibilità di concedere la residenza anche a chi occupa edifici privati. Ma Catarci ha fugato ogni dubbio adesso: non c'è alcuna distinzione". 

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