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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

Ecco perché la residenza per chi occupa è una missione (quasi) impossibile

Sarebbero tra le 300 e le 350 famiglie a cui viene negato il diritto anagrafico. Catarci: "Gli immobili sotto sequestro sono in un limbo stabilito dalla Procura, non possiamo fare nulla se non appellarci al prefetto"

Chi vive in un palazzo occupato posto sotto sequestro preventivo non riuscirà mai a ottenere la residenza anagrafica, anche in deroga all'articolo 5 del decreto Renzi-Lupi. Per questo ci sono dalle 300 alle 350 famiglie che, ad oggi, restano senza. La protesta organizzata dal coordinamento di lotta per la casa la mattina del 19 giugno, nell'ufficio anagrafico centrale di via Luigi Petroselli, è servita anche a questo: capire il perché di tante richieste respinte dagli ufficiali d'anagrafe di vari municipi. 

Ci sono oltre 300 occupanti abusivi ancora senza residenza 

Parlando con i movimenti e con chi vive nelle occupazioni storiche di Roma, si capisce quali siano le difficoltà ad ottenere la residenza nonostante l'ordinanza n.1 del 4 novembre 2022 firmata dal sindaco Roberto Gualtieri e successiva circolare del 15 dicembre 2022 a firma dell'assessore al personale, Andrea Catarci. Agli sportelli i dipendenti non accettano i moduli compilati e le autocertificazioni, oppure se lo fanno dopo pochi giorni la risposta è negativa. "In totale ci saranno tra le 300 e le 350 famiglie su sei municipi - spiega Luciano dei Blocchi Precari Metropolitani, occupante di via Volontè nel III - e sono quasi tutte in occupazioni storiche. A noi, per esempio, hanno detto che l'immobile è sotto sequestro preventivo, quindi non si può applicare l'ordinanza". 

Nessuna deroga per chi vive in stabili sotto sequestro

Circostanza confermata dall'assessore Catarci a RomaToday, subito dopo l'incontro avuto con una delegazione di occupanti: "La Procura quando mette sotto sequestro preventivo un immobile - spiega - è come se lo congelasse al momento dell'atto. Quindi paradossalmente chi ha fatto richiesta di residenza prima del decreto Renzi Lupo del 2014 e prima del sequestro, l'ha ottenuta e nessuno gliela leva. Chi lo ha fatto dopo, seppure nelle more dell'ordinanza, viene respinto. Noi come Comune possiamo parlare con il prefetto Giannini, nient'altro". 

Le occupazioni coinvolte e quelle tagliate fuori dall'ordinanza Gualtieri

Secondo la mappa fornita dagli stessi movimenti, le occupazioni presenti alla protesta e coinvolte dalle criticità sono distribuite un po' ovunque: Porta Pia e Policlinico in II, via Volontè, Casal Boccone e Colle Salario in III, l'ex sede de La Stampa in via Tiburtina 1099 e via Sambuci 3 in IV, Metropoliz a via Prenestina 913 e l'ex hotel 4 stelle a via Prenestina 944 in V, via Pellizzi a Cinecittà in VII, l'ex edificio Cotral in via dei Radioelegrafisti in IX, il palazzo Enasarco in via Mattia Battistini 113 in XI. Di questi immobili, risultano sotto sequestro preventivo Porta Pia, l'ex sede de "La Stampa", Metropoliz (su cui pendono due sentenze di risarcimento inflitte al Viminale, cifre superiori ai 30 milioni complessivi), via del Policlinico, via Battistini, via Volontè, via dei Radiotelegrafisti. 

Catarci: "Alcuni municipi in sofferenza"

"Abbiamo ascoltato, insieme al direttore del dipartimento - spiega a RomaToday l'assessore Catarci - le istanze e le problematiche di queste persone. Hanno chiesto conto di alcune difficoltà riscontrate nelle richieste, che sono concentrate in determinati municipi. C'è chi si è lamentato per le lungaggini, altri per bocciature con motivazioni per lo meno dubbie, altri appunto di dinieghi dovuti a sequestri penali. Noi possiamo intervenire sugli uffici anagrafici quando l'ordinanza non viene correttamente applicata, ancora oggi con motivazioni inaudite come l'assenza del titolo abitativo che è proprio il motivo per cui si va in deroga al decreto. C'è poi da dire che in diversi municipi c'è sofferenza nello sbrigare qualsiasi tipo di pratica, non solo le richieste di residenza: per esempio in V, dove i tempi sono storicamente dilatati". Da parte loro, i movimenti non sono usciti soddisfatti da via Petroselli: "Siamo lontani da una soluzione - commentano - sugli immobili sotto sequestro non c'è possibilità di ottenere la residenza. E i municipi sono lenti. Andando avanti così, sarà difficile cambiare le cose per molti di noi e continueremo a non avere il medico di base e accesso a tanti altri servizi". 

I numeri delle istanze al 15 maggio 2023

Arrivano poi i dati del monitoraggio sulle richieste aggiornati al 15 maggio: in totale sono state presentate 2.629 richieste di residenza in deroga, di queste gli uffici ne hanno esaminate 2.158, ovvero l'82%. Le richieste accolte rappresentano il 52% del totale (1.135), con 1.132 registrate nel Sipo, il servizio informatico della popolazione. Sono 1.016 le richieste rigettate, una media di 67,7 a municipio. 

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