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Venerdì, 23 Febbraio 2024
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Residenza occupanti e indirizzo fittizio: Gualtieri prende tempo. Movimenti sul piede di guerra

Da 4 mesi si attende la direttiva sindacale che renderebbe più facile il superamento del decreto Renzi-Lupi. Per i senza dimora, invece, si resterebbe con la delibera del 2017 che le associazioni chiedono di abrogare

Passano le settimane e la direttiva di Roberto Gualtieri sull'applicazione dell'articolo 5 del decreto Renzi-Lupi in tema di residenza agli occupanti tarda arrivare. La mozione della maggioranza è stata approvata a inizio giugno, sono passati esattamente quattro mesi e ancora non è certo quando succederà qualcosa di concreto. Inoltre, sembra che riguardo all'iter burocratico per l'assegnazione della residenza fittizia per i senza dimora (via Modesta Valenti) non ci saranno revisioni della delibera 31 del marzo 2017. Una grossa delusione per tutte quelle associazioni che solo a maggio si erano viste fornire rassicurazioni a riguardo. 

La residenza agli occupanti: un atto atteso da 4 mesi

Andando per ordine, il tema più caldo è quello della residenza. Da mesi i movimenti per il diritto all'abitare e le associazioni che si occupano di diritti umani e salute chiedono all'amministrazione capitolina di derogare alla Renzi-Lupi, che impedisce l'acquisizione della residenza a chi occupa abusivamente un alloggio popolare o uno stabile. Dopo una serie di manifestazioni in piazza e incontri, la maggioranza di centrosinistra in assemblea capitolina aveva prodotto una mozione che impegnava il Sindaco e la sua giunta ad applicare la deroga come previsto. L'atto è passato il 10 giugno, ma per diventare più di un pezzo di carta con qualche firma deve passare per una riunione di giunta. In molti - compresi due dei principali proponenti, Yuri Trombetti e Nella Converti - la aspettano con ansia. 

La dead line era il 15 ottobre ma ancora ci lavorano

Durante la riunione di maggioranza del 5 ottobre, Gualtieri aveva promesso di lavorarci entro il 15. In dieci giorni, quindi, il documento sarebbe uscito dall'ufficio del capo di gabinetto Alberto Stancanelli per essere approvato e firmato dalla giunta. Niente da fare: "Stancanelli ha detto che deve lavorarci bene, approfonditamente, facendo delle modifiche", trapela. Il passaggio di testimone da parte di Albino Ruberti non ha sicuramente reso l'iter più veloce, anche perché di lavoro da fare ce n'è parecchio. L'atto uscirà ma non si sa quando.

I movimenti per la casa: "Non siamo tranquilli"

"Noi però non siamo tranquilli per niente". A dirlo è Paolo Di Vetta dei Blocchi Precari Metropolitani. Da febbraio a settembre ha seguito con intensità l'operazione di censimento e sgombero di viale delle Province nel II municipio: circa 400 persone alle quali è stata trovata un'altra casa tra alloggi Ater e del comune, evitando sgomberi forzati e tensioni sociali. Adesso, però, la questione residenza agli occupanti è una spada di Damocle che non fa dormire sonni sereni: "Dalle notizie che avevo avrebbe dovuto essere pronta entro il 15 - conferma a RomaToday - ma nutrivo già qualche dubbio sulle tempistiche, a maggior ragione dopo l'esito delle elezioni politiche. Inoltre posso già dire che la tipologia di documento non è sufficiente". 

Infatti sarà una direttiva e non un'ordinanza. Il potere è decisamente inferiore rispetto a un'ordinanza: "Aspettiamo esca e poi decidiamo cosa fare, ora è inutile - continua Di Vetta - ma avremmo sicuramente preferito un atto più forte. In questo modo gli uffici potranno interpretare. Cosa faranno gli anagrafici di tutta Roma? Cosa dice l'assessore Catarci?". Un silenzio che per Di Vetta è "un altro segnale negativo". Ma non c'è solo il Renzi-Lupi sul tavolo (fermo) da mesi. 

L'obiettivo di Gualtieri entro 180 giorni: una residenza più facile per tutti

Negli obiettivi da raggiungere in 180 giorni presentati un anno fa da Roberto Gualtieri insieme ai suoi assessori, c'è anche quello di "semplificare e uniformare le modalità di accesso alla procedura dell’iscrizione anagrafica in Via Modesta Valenti - si legge nelle slide disponibili sul sito del comune -, rendendola un diritto pienamente esigibile dalla persona, al fine di consentire il concreto riconoscimento di tutti i diritti fondamentali correlati". Ad oggi questo non è successo. 

obiettivi 180 gg politiche sociali-2

Via Modesta Valenti: "Il comune continuerà ad applicare la vecchia delibera"

"Abbiamo saputo che il comune continuerà a seguire la delibera 31 del marzo 2017 - fa sapere Di Vetta - quindi anche su questo non c'è una vera soluzione. Addirittura eravamo preoccupati che rinnovare il regolamento sull'attribuzione della residenza fittizia fosse una foglia di fico per coprire l'essere stati morbidi sull'articolo 5, in realtà non cambiano niente. Siamo insoddisfatti e non siamo gli unici". E infatti anche Nonna Roma, A buon diritto, Action Aid, Asia-Usb, Asgi, Avvocato di strada, Medici Senza Frontiere e il Movimento per il diritto all'abitare il 26 settembre hanno diffuso una nota nella quale esprimevano preoccupazione per l'immobilismo di Gualtieri. "Ci aspettiamo che, intorno ai due temi della residenza per chi vive in stabili occupati e procedure per l’iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora – si legge nel comunicato congiunto nel giorno del post elezioni - la discontinuità annunciata più volte si configuri in tempi rapidi e sia coraggiosa, di ampia portata, non testimoniale. E che sia prodotta attraverso il confronto costante con chi si mobilita per il riconoscimento dei diritti".

"Le condizioni di vita delle persone prive della residenza non sono cambiate in questo periodo - ricordano le associazioni - l’amministrazione di Roma Capitale non ha ancora adottato l’atto consequenziale alla mozione, che indichi le modalità con le quali le persone escluse dalla residenza potranno essere ricomprese nei registri anagrafici e nella lunga sfera di diritti a essi associati".

Cosa prevede la delibera del 2017 sulla residenza fittizia e perché vogliono superarla

La delibera 31 del marzo 2017, approvata sotto l'amministrazione Raggi, prevede un passaggio obbligatorio con i servizi sociali prima di approvare l'iscrizione anagrafica presso l'indirizzo di via Modesta Valenti, quello che viene fornito ai senza dimora e anche, per esempio, a chi vive in un'occupazione a scopo abitativo. Questo passaggio è l'unica modalità con la quale si dà conto della propria presenza sul territorio comunale. "Ma non è un requisito contemplato dalla legge" denunciava la onlus A buon diritto sul suo sito, dando conto di un primo confronto in Campidoglio il 5 maggio scorso. "Questo passaggio, oltre a essere illegittimo e discriminatorio - si legge ancora - ha determinato negli anni un notevole aggravio del carico di lavoro sugli assistenti sociali e di conseguenza, il rallentamento della procedura di iscrizione anagrafica. I lunghi tempi di attesa per ottenere la residenza, oltre a violare il principio della cosiddetta 'residenza in tempo reale', introdotto da un decreto legge del 2012, impediscono di fatto l’accesso a tutta una serie di diritti fondamentali come la salute, l’istruzione, il welfare". 

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