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Domenica, 23 Gennaio 2022
Politica San Giovanni / Via Caltagirone

Residence, Tronca chiude via Caltagirone: "Venti famiglie rimaste senza casa"

Lo denuncia Action: "Li abbiamo accolti nelle nostre occupazioni". Il Campidoglio: "L’intervento rientra tra le azioni di contrasto del fenomeno dell’illegalità e nel programma più generale di razionalizzazione dei costi"

Continua il percorso di chiusura dei residence per l'emergenza abitativa romani. Ieri, su disposizione del Commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, è stato ricosegnato alla proprietà l'immobile di via Caltagirone 6, all'angolo con viale Castrense. "Totalmente libero dagli occupanti" specifica il Campidoglio in una nota. "L’operazione, condotta dalla task force della Polizia locale dislocata presso il Dipartimento delle Politiche abitative della Polizia di Roma Capitale, ha previsto la riallocazione dei nuclei aventi diritto presso altri centri". In totale si tratta di 18 famiglie, mentre una ventina è rimasta senza assistenza.

Proprio per questo motivo, il 31 luglio scorso, di fronte alla notizia che una parte delle famiglie non avrebbe più avuto un posto dove stare, gli inquilini si erano barricati all'interno mentre viale Castrense era stata bloccata per protesta, con tanto di cassonetti bruciati. Ma la posizione del Comune è stata inamovibile. "Se per 18 famiglie è stata rinnovata l'assistenza alloggiativa, circa venti nuclei sono stati esclusi nella più totale indifferenza delle istituzioni" denuncia Giovanna Cavallo di Action.

A suscitare indignazione è soprattutto il motivo dell'esclusione di questi nuclei: "Queste famiglie hanno un reddito basso che rientra nel tetto fissato per poter avere assistenza alloggiativa da parte del Comune e che non gli permettere di accedere ad affitti da libero mercato" spiega. Il motivo dell'esclusione è 'burocratico' e riguarda la data del trasferimento: sono andati ad abitare lì dopo il 30 settembre 2011, termine entro il quale il residence avrebbe dovuto chiudere. Per questo motivo per il dipartimento delle Politiche Abitative non risultano 'in regola'. "Adesso queste famiglie sono state accolte in alcune delle occupazioni di Action" spiega Giovanna Cavallo. 

Per il Campidoglio è questione di legalità. Lo spiega la nota: "L’intervento rientra tra le azioni del mirato piano di contrasto del fenomeno dell’illegalità fortemente richiesto dal Commissario Tronca – che, per ciò che concerne il settore abitativo, ha già visto la chiusura del centro di Via Torre di Pratolungo, avvenuta lo scorso 30 novembre - e rientra nel programma più generale di razionalizzazione dei costi operato dall’Amministrazione commissariale Capitolina".

In relazione a questo ultimo punto, infatti, entro il 31 dicembre oltre venti residence comunali dovranno chiudere i battenti. In totale si tratta di ricollocare circa mille famiglie con il solo strumento del buono casa che, da misura facoltativa è invece diventato obbligatorio.

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