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Emergenza casa, i movimenti incontrano Ozzimo: "Ritirare la delibera sui residence"

Dopo le proteste di ieri, movimenti, inquilini dei residence e Asia Usb hanno incontrato i rappresentanti delle istituzioni. In programma per domani un tavolo di confronto

Riaprire la discussione sull'uscita dai residence. È questo il principale risultato del lungo incontro che si è tenuto ieri pomeriggio in Campidoglio tra una delegazione dei Movimenti per il diritto all'abitare, alcuni inquilini dei residence, il sindacato Asia Usb con l'assessore alla Casa Daniele Ozzimo, il vicesindaco Luigi Nieri e i capigruppo di maggioranza dopo le proteste che hanno visto un migliaio di persone protestare nella piazza del Campidoglio. Una riunione tesa  che ha visto sul piatto della discussione una delle delibere che più anno avuto eco mediatico dalla giunta Marino: un buono-affitto da 700 euro per permettere alle famiglie ospitate nei Centri di assistenza temporanea. L'appuntamento è riaggiornato a domani pomeriggio alle 15 quando i movimenti torneranno ad incontrare le istituzioni per discutere nel merito della questione.

Ritirare la delibera. Questa la richiesta che Movimenti, inquilini dei residence e sfrattati hanno chiesto all'amministrazione. Una retromarcia impossibile da parte della giunta Marino su cui però è stata aperta una possibilità di discussione. “Dare 700 euro a quelle famiglie non significa risolvere il loro disagio abitativo. L'unica soluzione è quella di un passaggio a una casa vera” commentano i movimenti dopo l'incontro. “I residence si chiudono con alternative vere”.

Senza considerare che permangono i dubbi pratici legati all'operazione. “Per poter ottenere un contratto di casa devi dimostrare di essere solvibile, non tutti sono in condizione di farlo. E poi è difficile trovare un appartamento con 700 euro. Senza considerare i tempi con cui l'amministrazione versa il suo contributo: ci sono molte famiglie che con il ritardo di un solo mese si ritroverebbero a non riuscire a pagare” spiegano. “E' una contraddizione se si pensa che dentro ai residence ci sono anche famiglie che erano destinatarie di un buono casa ma che proprio per i ritardi con cui hanno ricevuto l'aiuto comunale sono state sfrattate”. Intanto una prima assicurazione è stata data: il primo ottobre, quando scadrà il contratto di uno dei residence in questione, nessuna delle famiglie lascerà l'immobile.

Sul piatto della discussione anche la questione degli sgomberi. In particolare quest'ultimo tema al centro delle attenzioni dopo che il Prefetto Giuseppe Pecoraro, al termine della commissione sicurezza della scorsa settimana, ha annunciato una serie di sgomberi. “Ci hanno assicurato che Marino non ha intenzione di chiedere degli sgomberi dei palazzi occupati”.

E infine, anche se non per importanza, è stata affrontata la questione degli sfratti. Dopo l'occupazione della sede dell'Anci per protesta della scorsa settimana, giovedì prossimo i movimenti incontreranno il presidente e sindaco di Torino Piero Fassino cui i movimenti hanno intenzione di chiedere una presa di posizione “netta e chiara” da parte del Campidoglio sulla questione degli sfratti “che non deve diventare un problema di ordine pubblico”.

Una questione non da poco dal momento che proprio questa mattina movimenti e Asia Usb hanno bloccato quattro sfratti, due in zona Centocelle, e gli altri tra via di Grottaperfetta e via Benedetto Croce, a carico di inquilini dell'ente previdenziale Enpaia. Tutti rimandati a novembre. Mentre domani è fissata la visita dell'ufficiale giudiziario per altre otto famiglie: due in via di Grottaperfetta e sei in via Pian Di Scò.

A prendere impegni a riguardo lo stesso vicesindaco Luigi Nieri. “La giunta è impegnata con determinazione ad affrontare il problema dell'emergenza abitativa a Roma con la massima partecipazione e confronto possibile. Tuttavia, è sempre più necessario il blocco generalizzato degli sfratti e una moratoria per gli ex enti pubblici" ha detto il vicesindaco Nieri.

“Questa amministrazione non ha mai pensato di far finire la gente per strada” ha commentato l'assessore alla casa Daniele Ozzimo. “Il processo di chiusura dei residence sarà governato con la massima gradualità e cercando la collaborazione di tutti”. L'assessore si è dichiarato aperto al dialogo in vista dell'incontro di domani quando tutte le parti in causa si incontreranno per valutare le soluzioni migliori. “L'obiettivo è tranquillizzare tutti, nessuno verrà abbandonato, né i residenti né chi ci lavora”. Ozzimo si è dichiarato disposto ad aprire un dialogo: “non vogliamo imporre nulla”.

Le proteste dei movimenti di ieri hanno sollevato un dibattito sulla 'exit strategy' dai residence che vede diverse posizioni in campo. Per il consigliere Sel Gianluca Peciola, che ieri ha fatto da tramite tra gli attivisti sulla piazza del Campidoglio e Palazzo Senatorio, serve un'operazione “di rinforzo di una delibera già ottima” rivedendo “alcuni aspetti con la concertazione di sindacati e movimenti”.

Sul tema è intervenuto anche il sindacato Unione Inquilini, che però non era tra le realtà in piazza ieri, che invece non si è dichiarata contraria al buono affitto ma con alcune condizioni. “La delibera che per ora sembra riguardare due residence e circa 320 famiglie potrebbe essere una prima soluzione, a patto che alle famiglie venga garantito in ogni caso l'assegnazione di una casa popolare, che il sostegno economico sia per l’intera durata contrattuale, che i contratti nei loro canoni rientrino nei valori del canale agevolato e non in quelli a libero mercato” dichiara Guido Lanciano, Segretario Unione Inquilini Roma. Secondo Unione Inquilini “il comune farebbe bene ad attivare contestualmente un rapporto, in prima battuta, con gli enti pubblici ex IPAB e in seconda battuta con le associazioni dei proprietari per reperire alloggi a canone agevolato che non superino la quota del contributo”.

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