Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Polverini, prima le scuse, poi l'ultimatum: "Tagli o a casa"

Polverini al detta le condizioni al Consiglio regionale per andare avanti: "O si approva il pacchetto sui tagli o si va a casa"

L'attesa per ciò che avrebbe detto Renata Polverini al Consiglio era iniziata sabato quando lei convocò il Consiglio Regionale per “comunicazioni urgenti”.
Ora che quelle parole sono arrivate, forse un po' di delusione c'è, almeno per chi si aspettava le dimissioni della governatrice. Infatti, il primo dato da rilevare al termine del suo intervento è che Polverini non si dimette, si dice" disposta e pronta a farlo, anche oggi", ma in realtà non lascia e passa la palla al Consiglio che dovrà decidere il da farsi.

Un da farsi che però dipende dalla Governatrice, lungo il suo discorso, infatti è stata perentoria: o si fa come dice lei "o si va tutti a casa".
E quello che dice non è poco, ma è una ricetta di rinnovamento della politica regionale che passa per un nuovo assetto e tagli drastici ai fondi. In poche parole: “Cancellare le commissioni speciali, dimezzare le somme sostenute per il rapporto elettore-eletto, azzerare i contributi per l'attività dei gruppi consiliari, azzerare e revocare gli investimenti per la struttura del consiglio regionale (il riferimento è alla Palazzina), sciogliere i monogruppi,dimezzare il numero dei consiglieri e degli assessori (metà saranno esterni), riformare il regolamento dei lavori consiliari,  introduzione del collegio dei revisori regionale, armonizzare il bilancio del consiglio a quello regionale, pubblicazione immediata delle deliberazioni dell'ufficio di presidenza e del presidente del consiglio regionale.”

Quindi incalza, chiarendo che su questi risparmi "dobbiamo esprimerci se siamo a favore o contro queste cose, ma vanno fatte entro una settimana. Se non succederà questo, come direbbe Renzi, 'adesso', non abbiamo futuro. Non abbiamo futuro come consiglio, giunta, e neanche come politici, perché la rivoluzione la farà chi arriverà dopo di noi. Nessuno potrà esimersi dal farlo".



In realtà le volontà di Polverini non sorprendono e incarnano una delle possibilità ventilate nelle ultime ore, da giorni infatti la Governatrice si scontra con il suo Consiglio e in particolare con l'opposizione di Abbruzzese proprio sui tagli ai fondi per i gruppi consiliari. Così ora la vicenda Fiorito e dei fondi del Pdl rappresenta uno spartiacque sapientemente interpretato da Polverini. “O si cambia o si va a casa” perché non ha alcuna intenzione di andare avanti tra faide di partito e poltrone da sistemare. Lo dice chiaramente promettendo “non sono disponibile a far giocare partite estranee a questa istituzione”.

Il problema per l'ex sindacalista Ugl non è però banale: il pdl regionale è scosso da un'indagine pesante, il reato contestato a Fiorito è peculato, l'aver sottratto fondi al partito, ma questa è solo la punta più luminosa dei problemi del Pdl laziale che dalla mancata presentazione delle liste non ha mai smesso di zoppicare.
Questo D-day della politica regionale avanza tra dibattiti e ultimatum ma c'è un altro dato inequivocabile: la pioggia di dimissioni delle commissioni. Da destra a sinistra, passando per l'Udc le dimissioni sono arrivate a cascata, l'una dietro l'altra, comprendendo anche il Pdl e i consiglieri della Lista Polverini.

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