Verde urbano, il "risultato storico" non era quello giusto: la giunta Raggi ci ripensa e vara il nuovo regolamento

A due anni dalla delibera di giunta, Raggi rivede il regolamento sul verde. Associazioni divise sul giudizio, manca sempre l'approvazione dell'Aula

Un albero caduto a Casal dei Pazzi nel febbraio 2019

Un passo avanti ed uno indietro. Il Campidoglio fa sapere di aver “approvato importanti modifiche” al regolamento del verde urbano. Il testo, però, era stato firmato dalla stessa giunta appena due anni fa. Si credeva mancasse solo la sua approvazione da parte dell'Assemblea comunale. Ma in Aula Giulio Cesare questo provvedimento  non è mai arrivato perchè.  

Le importanti modifiche

Nel gennaio del 2019 la sindaca Raggi aveva annunciato, da parte della giunta capitolina, il via libera ad un regolamento per la cui elaborazione si erano spesi professionisti e decine di associazioni. Un “risultato storico”, venne definito dalla prima cittadina, che però a distanza di due anni è stata oggetto di “importanti” correzioni. “Abbiamo effettuato un lungo e complesso lavoro di revisione - ha riconosciuto l’assessora al Verde Laura Fiorini -  per dare coerenza complessiva e organicità al testo, al fine di evitare difficoltà interpretative, vuoti normativi o potenziali conflitti con normative di rango superiore”.

L'intervento del Governo

Le normative di rango superiore, con tutta probabilità, fanno riferimento ad un provvedimento approvato dal Governo Conte. Nell'aprile del 2021, sulla spinta della LipuBirdLife e di altre 12 associazioni, il consiglio dei Ministri ha infatti fissato i criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico. Una scelta apprezzata che ha però indirettamente contribuito a mettere a nudo, casomai ve ne fosse bisogno, la lentezza della pachidermica macchina comunale. Il governo, venne sottolineato in quell'occassione utilizzando un'espressione mutuata dalle competizioni sportive, aveva “doppiato” il Campidoglio.

Le correzioni introdotte

Ma in cosa sono consistite le modifiche apportate dalla giunta Raggi alla delibera che,sempre la giunta, aveva approvato due anni prima? “Abbiamo introdotto in più parti taluni correttivi volti ad evitare che criteri tecnici astratti potessero avere ricadute negative sul concreto contesto urbano. È stata inoltre fornita una disciplina di maggiore dettaglio con riferimento al Catasto delle aree verdi” si è premurata di spiegare Fiorini. Per l’assessora comunque “Rimane invariato l’impianto generale del Regolamento, con il raggruppamento di norme relative al sistema arboreo e alle forme di tutela e salvaguardia del verde storico” ma si gettano le basi “per lo sviluppo del Piano del Verde e per la costituzione della Consulta del Verde”.

Associazioni divise sul giudizio

Fermo restando che manca sempre, come due anni fa, l’approvazione dell’Aula Giulio Cesare, va registrata la difformità di valutazioni in merito alle “importanti modifiche” appena introdotte. Per l’associazione Villa Pamphilj e per la onlus Verde Ambiente e Società, il giudizio è profondamente negativo. Non sono però le uniche ad essersi espresse.

Secondo Giorgio Osti, del coordinamento delle associazioni impegnate nel regolamento “non hanno riscontro le critiche relative ad uno “stravolgimento” del testo precedente non avrebbero riscontro. Perchè “la numerosità delle modifiche” (circa 400 emendamenti)  “risponde solo ad una necessità meramente tecnico-giuridica legata all’approvazione del dispositivo”. Nè, ha sottolineato Osti, “è venuta meno la concertazione con le associazioni” perchè, ha chiarito Osti, sono in questi anni “intercorse numerose discussioni tra il nostro Coordinamento, l’assessora Fiorini ed il consigliere Di Palma”.

Storico risultato o storico ritardo?

Ciò detto, la nuova approvazione rappresenta “un esito fortemente atteso” perchè, ammette il coordinamento, “nutrivamo serie preoccupazioni che il ritardo accumulato col suo riesame in questi ultimi due anni non raggiungesse l’approvazione”, visto l'avvicinarsi del rinnovo elettorale.  Tuttavia la discussione di questo provvedimento, in Assemblea Capitolina, non è ancora stato calendarizzato e manca pertanto la sua agognata approvazione. Ne consegue che oggi, il risultato ottenuto, è quello di due anni fa. Niente “risultato storica”. Di storico, semmai, c’è solo il ritardo con cui si proverà ad approvare quest’atteso regolamento.

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