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Regolamento sul verde, il "risultato storico" di Raggi è svanito nel nulla. Ed ora la giunta vuole modificarlo

Due anni fa il sì della giunta al regolamento sul verde. Raggi lo vantava come “un risultato storico”. Mai entrato in vigore si pensa già di modificarlo

Il regolamento sul verde è fermo ai nastri di partenza. Lo strumento, utile perchè stabilisce le modalità con cui prendersi cura del patrimonio forestale della città, non è mai stato approvato in Aula Giulio Cesare. Non solo. Ora, la Giunta Raggi, sta valutando di modificarlo attraverso centinaia di emendamenti. Una scelta che fa balzare dalla sedia quelle realtà che, dopo essersi confrontate per anni con l’amministrazione, speravano in un epilogo migliore.

L'annuncio dello storico risultato  

Qualcosa è andato storto. Il 16 gennaio del 2019 la Sindaca, con una certa soddisfazione, aveva annunciato “un risultato storico per Roma”. Nella Capitale con la maggiore superficie di verde pro capite in Europa, la Giunta grillina aveva infatti messo una firma importante. Due anni fa, la squadra della Sindaca Raggi, aveva infatti approvato la delibera di giunta relativa al Regolamento sul verde. “Ora - aveva promesso la Sindaca -  proseguiamo spediti con l'iter autorizzativo fino all'approvazione definitiva in Assemblea capitolina”. In Aula Giulio Cesare quell’atto però non è mai arrivato. Non solo. Ora si sta pensando di modificarlo.

Un regolamento stravolto 

Secondo l’associazione Verdi Ambiente e Società e l’associazione per Villa Pamphilj, realtà che avevano fattivamente partecipato all'elaborazione del regolamento, la Giunta sta per “stravolgere” il prezioso strumento. Come? In maniera tutt’altro che partecipata. Attraverso l’introduzione di 420 emendamenti che le due associazioni definiscono avere “carattere sostanziale e non semplicemente formale” poiché vanno nella direzione di “un generale allentamento delle tutele sia del verde orizzontale e ancor più di quello verticale”. Emendamenti su cui i municipi non potranno esprimere alcun parere, perchè fatti passare come modifiche formali, appunto, alla delibera approvata in giunta lo scorso anno. 

Depotenziata la partecipazione

C’è di più. La sindaca, nell’annunciare “il risultato storico” aveva anche dichiarato che il regolamento era “frutto di un intenso un intenso lavoro partecipato e condiviso con associazioni e addetti ai lavori” nella convinzione che, aveva rimarcato Raggi, “i risultati si ottengono insieme, per questo la collaborazione e il dialogo tra cittadini e amministrazione deve continuare ad essere centrale”. Eppure, hanno obiettato le associazioni che contestano le modifiche, “attraverso gli stessi emendamenti, si assiste ad un inaccettabile depotenziamento della partecipazione dei cittadini”.

Tempo di bilanci

Dunque anche quel coinvolgimento, quel dialogo costante e quel clima di collaborazione, sembra essere venuto meno. A distanza di due anni quindi non c’è un Regolamento del verde. E quello che si vuole portare in Aula Giulio Cesare, scontenta le realtà che avevano contribuito ad elaborarlo. Il risultato, quindi, è sì “storico”. Ma non certo in senso positivo.
 

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