Contributo affitto, primo ok alle nuove regole. Il sindacato: "Durerà tre anni, troppo pochi"

Via libera delle commissioni Patrimonio e Politiche Sociali

E' stato approvato a maggioranza dalle commissioni congiunte Politiche Abitative-Patrimonio e Politiche Sociali il testo della proposta di delibera consiliare che modifica il regolamento per l'erogazione del sostegno economico finalizzato al superamento delle emergenze abitative di Roma Capitale, abrogando di fatto la delibera 163 dell'agosto del 1998. Il testo introduce una serie di modifiche per l'accesso al contributo all'affitto: allarga la platea dei 'destinatari'; taglia gli anni di erogazione, da 4 a 3; rende obbligatoria l'iscrizione nella graduatoria per l'accesso ad una casa popolare e la stipula di un contratto a canone concordato.  

Prima di arrivare in Aula la proposta approvata verrà ridiscussa in commissione alla luce delle osservazioni dei municipi e di altre realtà esterne alla commissione. In merito al primo punto, ha spiegato la presidente della commissione Politiche Sociali, Maria Agnese Catini, andrà affrontato un nodo: "Il segretariato ha detto ai Municipi che non possono mandare osservazioni ma esprimere solo parere favorevole o contrario". Un aspetto "destabilizzante" ha spiegato Catini, perché "ci interessa qualunque tipo di contributo soprattutto quello che arriva dai territori".

In quanto ai dipartimenti interessati e alla Ragioneria, ha aggiunto la presidente della commissione Patrimonio, Valentina Vivarelli, "hanno già espresso i loro pareri positivi". Quindi "il prossimo e ultimo incontro sulla delibera sarà concentrato sull'analisi degli emendamenti". 

Ad esprimere parere negativo, il consigliere del Pd Orlando Corsetti. Questa la motivazione: "Quando si tenta di circostanziare con precisione chi ha diritto e chi no si rischia sempre di dimenticare qualcosa o qualcuno e se la linea è quella di fare una fotografia di coloro che hanno diritto di utilizzare questo strumento bisogna utilizzare una macchinetta col grandangolo per avere la capacità di inserire tutti coloro che vivono questa situazione così delicata. Gli emendamenti che ho depositato vanno in questa direzione" ha spiegato. 

Il direttore del dipartimento Politiche sociali, Aldo Marano, ha esposto le sue osservazioni, che per gran parte si incentrano sulla necessità di rendere compatibile il contributo con lo strumento nazionale del reddito di inclusione: "Il legislatore nazionale dice che il Rei è compatibile con il contributo all'affitto" ha spiegato "mentre noi nella proposta diciamo di no". Un ostacolo che andrà superato con un emendamento della commissione perchè, come ha voluto precisare la presidente Vivarelli, "siamo favorevoli a fare in modo che questi contributi entrino in sinergia". 

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Presente anche Unione Inquilini di Roma, che ha presentato le sue osservazioni: "Il nostro giudizio è generalmente positivo, purché si entri nel merito delle nostre osservazioni" spiega Fabrizio Ragucci, segretario dell'Unione Inquilini di Roma. "La decorrenza di tre anni per l'erogazione del contributo fissata nel nuovo regolamento è problematica e rischia di far nascere un provvedimento morto" spiega Ragucci. "Non ha funzionato il buono casa, nonostante la garanzia per l'intera durata contrattuale. Come potranno queste persone in difficoltà economica convincere proprietari privati con soli tre anni di contributo? Ricordo che il contratto è tre più due. Speriamo di poter discutere al più presto nel merito del provvedimento". 

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