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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Politica

Referendum Atac, approvato il regolamento: campagna informativa al via 30 giorni prima

Urne aperte l'11 novembre. Il referendum è stato promosso dai Radicali

Manifesti informativi, spot su radio e tv, pubblicazioni sull’albo pretorio e opuscoli da diffondere negli uffici municipali e comunali. E ancora. Pubblicità digitale. L'Assemblea capitolina ha approvato ieri pomeriggio, con 25 voti favorevoli e 4 astenuti, la proposta di delibera di iniziativa consiliare 117/2018 contenente il Regolamento per l'informazione degli appartenenti alla comunità cittadina e per lo svolgimento della campagna referendaria in occasione dei referendum consultivi indetti per l'anno 2018. Il referendum in questione, in quanto per il momento è l’unico previsto, è quello promosso dai Radicali con il comitato ‘Mobilitiamo Roma’ sulla messa a gara del trasporto pubblico locale di Roma del prossimo 11 novembre. 

Il provvedimento è stato presentato dal presidente dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito (M5S). L'Assemblea ha approvato un emendamento che sposta la competenza per il riconoscimento dei comitati dalla sindaca al direttore dei servizi delegati, mentre il monitoraggio sul rispetto del regolamento spetterà al direttore generale del Campidoglio. Bocciato invece l'emendamento che prevedeva l'invio via posta di un opuscolo informativo a tutti i romani, così come quello che prevedeva l'istituzione di un ‘focus group’ estratto a sorte tra i cittadini per informare ulteriormente la cittadinanza.

A illustrare il provvedimento all'Aula è stato il presidente della commissione Roma Capitale, Riforme istituzionali e Statuto, Angelo Sturni (M5S): "Si tratta di un regolamento nuovo che viene fatto a Roma per la prima volta, con lo spirito di garantire maggiore conoscenza da parte della cittadinanza anche attraverso l'utilizzo dei social network". La campagna referendaria, ha spiegato Sturni, "si svolgerà nei 30 giorni precedenti la data del referendum, e c'è l'apertura del regolamento ad alcune tematiche che sono state oggetto di emendamenti di commissione votati anche dall'opposizione, legato per esempio all'introduzione e distribuzione dei libretti informativi, come da tradizione svizzera". 

Inoltre, ha proseguito il consigliere pentastellato, "era previsto un periodo per l'iscrizione dei soggetti partecipanti alla campagna molto limitato e lo abbiamo prolungato per dare tutto il tempo necessario, estendendolo da 5 a 40 giorni per una maggiore chiarezza nei confronti della cittadinanza. Altro punto importante per il coinvolgimento della popolazione è l'articolo 2, che disciplina come dare maggiore informazione sulle pagine del portale web del Campidoglio, con la diffusione di note e opuscoli e con sedi aperte al pubblico per illustrare caratteristiche e quesiti del referendum". 

Per l’ex candidato sindaco e consigliere Pd, Roberto Giachetti, “si lavora alla riduzione del danno. Era l'estate 2017 quando sono state consegnate 33mila firme per la richiesta di messa a gara del tpl, ma la Giunta ha deciso di fregarsene del referendum pendente e di affidare il servizio fino al 2024 ad Atac. Spiace che gli attori di questo ginepraio amministrativo siano gli stessi che si proclamano campioni della democrazia partecipata, perché qui non ce n'è ombra”. 

Critico anche il capogruppo di Fdi, Andrea De Priamo: “Un'amministrazione che aveva fatto con tesi ardite come della liceità dei referendum senza quorum e della partecipazione il suo cavallo di battaglia, questo regolamento si presenza abbastanza riduttivo. Roma vince se si riesce a creare un dibattito alto sul futuro del tpl a Roma e si rafforza l'istituto del referendum. Se fosse un referendum per pochi intimi, dove la maggior parte dei romani non sentisse importante dire la sua sul futuro del tpl, sarebbe una sconfitta per tutta la città. 

Questi i due quesiti cui i romani saranno chiamati a rispondere il prossimo 11 novembre: "Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi ai trasporto pubblico locale di superficie e sotterranei ovvero su gomma e rotaia, mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori, garantendo forme di concorrenza comparativa nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?". La seconda: "Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale superficie e sotterranei ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l'esercizio di trasporti collettivi non in linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?". 

"Le proposte delle forze progressiste di opposizione del Campidoglio" scrivono in una nota Giulio Pelonzi (PD), Stefano Fassina (Sinistra per Roma) Svetlana Celli (Roma torna Roma). "Sarà l'ufficio Servizi delegati a decidere l'ammissibilità dei comitati referendari e non la sindaca come originariamente proposto dalla maggioranza. Saranno 35 i giorni, e non 5, a disposizione dei comitati per accreditarsi. Inoltre anche i gruppi consiliari saranno soggetti della campagna referendaria. Dispiace che ancora una volta la giunta abbia sottovalutato la portata della scelta fondamentale che la città è chiamata a fare, si lavora con tempi strettissimi e senza fondi destinati, nemmeno dall'assestamento di bilancio appena approvato. Per questo- concludono- siamo stati costretti ad astenerci". 

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