Mai più fast food e minimarket nei rioni Unesco: ecco le nuove regole

Approvato in Giunta il regolamento dell'assessore Adriano Meloni. Stop a nuove aperture nel perimetro Unesco e nuovi criteri di qualità da rispettare negli altri quartieri

Ok in giunta al provvedimento per il decoro del centro di Roma, fortemente voluto dall'assessore a Comercio e Turismo Adriano Meloni. Obiettivo: fermare il proliferare incontrollato di minimarket, fast food, negozi "suk" nelle aree monumentali e tutelate. Volto a ripristinare ordine e qualità nel tessuto commerciale della Capitale, il regolamento fissa una serie di paletti sulle nuove aperture, specie per quanto riguarda la vendita di cibi e bevande. 

Tra le più importanti novità lo stop nell'area Unesco a nuovi esercizi di vicinato alimentare, sia artigianali che di vendita al dettaglio, con divieto di durata triennale dall’entrata in vigore della normativa. Nello specifico, il provvedimento porterà a una semplificazione normativa articolata su tre ambiti geografici - Città Storica, Ambito intermedio, Sito Unesco - mettendo in atto un regime di controllo via via crescente per le aree di maggior pregio.

Area Città Storica

Si parte dal cerchi più esterno, tecnicamente i tessuti da T7 a T10 così come identificati dal Piano Regolatore Generale. Qui le misure saranno meno stringenti, per agevolare investimenti, impresa e occupazione. Ma con una serie di prescrizioni da seguire. "Gli esercizi di vendita e artigianali del settore alimentare - spiega il Campidoglio - non potranno destinare uno spazio interno per il consumo sul posto superiore al 25% della superficie di vendita o di produzione, dovranno utilizzare arredi minimali, non potranno prevedere servizio al tavolo, impedendo che queste attività, aggirando le regole, si trasformino in esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di fatto"

Ambito intermedio

Nell’area del cosiddetto "ambito intermedio" (tessuti urbanistici da T1 a T5 e nel T6 del Sito Unesco) si ribadisce il divieto per attività non consone al contesto di pregio urbanistico. Vietate, quindi, le aperture di carrozzerie e autofficine, sexy shop, autolavaggi, hard e soft discount, sale con videogiochi e biliardi, attività di commercio all’ingrosso con o senza deposito merci e magazzini. Si allunga invece l’elenco delle attività tutelate, quelle caratterizzate da alto valore storico o artigianale, tra i quali laboratori artigiani, erboristerie, librerie, cartolibrerie, antiquariato, gallerie d’arte, gioiellerie, profumerie, negozi di arredamento e design, atelier e negozi di alta moda e con marchi a diffusione nazionale e internazionale, prodotti con  marchio di certificazione di commercio equo e solidale, prodotti ecologici e biologici. Fanno parte di questa lista, naturalmente, i "negozi storici" che esprimono l’eccellenza del Made in Rome. "Tra queste - si legge nella nota stampa - rientrano gli esercizi di vicinato alimentare fino a 250 mq e i laboratori artigianali del settore alimentare a condizione che non consentano il consumo sul posto degli alimenti venduti o preparati".

Sito Unesco

Per i rioni che rientrano nell'area Unesco, da Trastevere all'Esquilino passando per il cuore del centro storico, è prevista una tutela speciale. "Sarà vietata l’apertura di nuove attività diverse da quelle tutelate, con un ulteriore divieto per: rosticcerie, friggitorie e laboratori per la vendita di kebab; lavanderie self-service; vendita con apparecchi automatici; compro-oro e centri-massaggi". E soprattutto, il divieto riguarderà "le nuove attività di vicinato alimentare, sia artigianali che di vendita al dettaglio". Restano però fuori quartieri dove il flusso di movida e attività serali è ingente, vedi San Lorenzo e Pigneto. 

Studi e analisi

E' poi "prevista la revisione biennale degli indici di saturazione per la verifica di eventuali mutamenti ed il conseguente mantenimento o meno del divieto di apertura di nuove attività" specifica ancora il Campidoglio. Che indica analisi e statistiche utilizzate per stilare i divieti. "In base ai dati elaborati dal Dipartimento Sviluppo economico, Attività Produttive e Agricoltura, l’area Unesco, a fronte di un’estensione di soli 14,2 chilometri quadrati, circa 1/10 dell’intera città, assorbe ben il 18,5% del totale delle attività di vicinato alimentare e il 18,6% dei laboratori artigianali di tutta Roma. L’obiettivo che si vuole raggiungere attraverso il divieto di apertura di nuove attività di vicinato alimentare, sia artigianali che di vendita al dettaglio, per tre anni è di ribilanciare i settori merceologici ed evitare speculazioni immobiliari".

Criteri di qualità

Laddove consentite comunque le nuove attività di vendita di prodotti alimentari "dovranno prevedere la vendita in forma esclusiva e non abbinata in alcun modo al settore merceologico non alimentare e dovranno assicurare la provenienza certificata dei prodotti, l'etichettatura e identificazione al fine di agevolarne la rintracciabilità secondo la normativa vigente in materia, con obbligo a carico del titolare di esporre l’elenco delle materie prime utilizzate". E ancora "per le attività artigianali le prescrizioni di qualità prevedono l’uso esclusivo di prodotti di provenienza certificata, escludendo precotti e surgelati; l’esposizione di un cartello facilmente consultabile con gli ingredienti adoperati".
 

La disciplina di adeguamento delle attività già in esercizio sarà graduale: obbligo di mettersi in regola entro 12 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento; di 6 mesi in relazione alle prescrizioni sul decoro.
 
"Questa delibera è frutto di un lavoro complesso e articolato e rappresenta una svolta importante per la tutela del commercio di qualità e al tempo stesso dell’identità del cuore di Roma. Gli ultimi anni hanno visto una crescita fuori controllo di attività di scarsa qualità, che si sono concentrate nelle aree della città più appetibili, creando disagi ai residenti e appannando l’immagine di alcuni angoli tra i più belli della città. Con questo provvedimento vogliamo riportare decoro alla città, senza comprimere la libertà d’impresa. Per questo abbiamo previsto misure più omogenee e in armonia con le discipline di settore, locali e nazionali. Punteremo a controlli serrati, perché il rispetto delle regole è fondamentale. Controlli che verranno estesi anche alle aree fuori dal Centro, perché tutti i romani hanno diritto a un commercio di qualità" dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Adriano Meloni.

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