Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Regolamento commercio, il M5s modifica la propria delibera: ecco cosa cambia

Il regolamento sul commercio ambulante torna in aula a distanza di nove mesi dal primo provvedimento. Opposizioni: "Tutto tempo perso che ha danneggiato i lavoratori"

Immagine d'archivio

Quarantaquattro pagine di emendamenti a un testo votato solo 10 mesi fa. Tra palesi errori lessicali, formulazioni poco chiare, riferimenti di legge errati, e qualche cambio nei contenuti (più politico che di sostanza) il regolamento forse tra i più discussi dell'era Raggi è ripassato all'esame dell'aula e uscito, modificato, con 25 voti favorevoli e 12 contrari. E' la "nuova" delibera 30, il regolamento fortemente sostenuto dal consigliere M5s Andrea Coia (già approvato dall'assemblea a giugno scorso) che ridisciplina il commercio su area pubblica

"Con l'occasione di rivedere attraverso l'interlocuzione con le associazioni questa delibera l'abbiamo perfezionata e migliorata, modificando alcuni piccoli punti" ha spiegato in aula il presidente della Commissione commercio. A parte le correzioni di singole parole o indicazioni normative sbagliate, cosa è stato cambiato rispetto alla versione originaria del provvedimento? Primo punto, più politico che fattuale: sono spariti i riferimenti alla direttiva Bolkestein, europea, (sulla quale non legiferano i comuni) che prevedeva la messa a bando delle licenze commerciali degli ambulanti entro il 2017, poi 2020 secondo quanto stabilito dal parlamento italiano. Una cancellazione che semplicemente si conferma in linea con la posizione del M5s sul tema. 

Tutto quello che c'è da sapere sulla direttiva Bolkestein

Entrando nello specifico delle applicazioni reali della nuova normativa, abbiamo, tra i tanti emendamenti, l'introduzione dell'uso di stand di altezza massima di 1,5 metri, il via libera all'esposizione di merci al di fuori degli spazi del mercato, ma non a fronte negozio, una nuova disciplina del periodo stagionale, ora allineata a quella regionale, con due periodi, dal primo aprile al 30 ottobre e dal primo ottobre al 31 marzo. Restano fermi i nodi del testo, in vigore da nove mesi: dalla limitazione del numero di posteggi per titolare, alla fideiussione per pagare le eventuali sanzioni, alla trasformazione dei mercati rionali su modello della boqueria di Barcellona. 

L'ex assessore Meloni: "Con queste regole nessuna rivoluzione"

Insomma, resta l'impianto chiave, criticato soprattutto a sinistra per lo stretta mancata sulle postazioni commerciali del centro storico, sulle "concessioni anomale" sanate (banchi fuori legge, in violazione spesso del codice della strada, da trasformare in postazioni fisse), e ancora l'introduzione del cosiddetto "principio di equivalenza" presente anche a livello regionale che prevede un posteggio alternativo e di uguale valore per chi viene spostato. E ancora la somministrazione di cibo e bevande nei mercati rionali, rimasta in vigore come nel testo originario, ma difficile da applicare perché demandata a bandi municipali che i municipi non riescono a fare perché non hanno personale sufficiente. "E' una vicenda assurda quella dei bandi per l'assegnazione dei posteggi - commenta il consigliere di FdI Maurizio Politi - gli operatori vengono rimbalzati dal dipartimento ai municipi e mentre noi cambiamo i regolamenti a colpi di maggioranza, nessuno si preoccupa di cambiare la realtà".

Contro Coia e il regolamento a cinque stelle anche gli esponenti del Partito democratico.  "E' imbarazzante che dopo dieci mesi ci venga presentata una nuova delibera. Non siamo di fronte a piccole modifiche - ha sottolineato la consigliera Valeria Baglio - ma di fronte a una rivoluzione completa di questo regolamento la delibera è stata stravolta perchè vi siete accorti di aver sbagliato. Nel frattempo, il provvedimento andato in porto ha creato danni agli operatori commerciali. Quello che manca è una vostra visione su quello che deve essere il commercio su area pubblica a Roma". Critico anche il consigliere di Forza Italia Davide Bordoni, che in aula ha più volte preso la parola in merito: "Alcune incongruità sono state risolte, ma in questi mesi si sono messe le persone in difficoltà nel lavorare, segno che la fretta non è mai utile. Si poteva ragionare prima nelle sedi competenti, noi all'opposizione non abbiamo mai fatto ostruzionismo ma vogliamo portare le nostre proposte per migliorare questa offerta". 
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Regolamento commercio, il M5s modifica la propria delibera: ecco cosa cambia

RomaToday è in caricamento