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Domenica, 25 Febbraio 2024
Politica

Gestione condivisa dei beni comuni: la giunta approva il regolamento

Assicurazioni, esenzioni e facilitatori formati dal comune: le novità per aiutare i cittadini a prendersi cura di strade, piazze e giardini

La giunta Gualtieri ha firmato il primo regolamento cittadino per la gestione dei beni comuni. E’ lo strumento che decine di associazioni stanno chiedendo, sin dal 2018. Serve ad avere una cornice entro la quale impostare la loro azione, sia che si tratti di valorizzare beni comuni materiali (come le aree verdi, gli spazi abbandonati, le scuole) sia che si punti a promuovere feste popolari o commemorazioni. Attività che vengono, pertanto, considerate beni comuni “immateriali”.

Nelle intenzioni dell’amministrazione questo strumento serve a rafforzare la collaborazione con la cittadinanza attiva , anche con l’obiettivo di “stimolare il protagonismo dei territori”. Di fatto il regolamento nasce dall’implicita ammissione che da sola l’amministrazione non ce la fa a gestire l’immenso patrimonio pubblico. E quindi ha bisogno anche del supporto di associazioni e comitati a cui però, rispetto, al passato, viene riconosciuto un ruolo e vengono dati anche degli strumenti. Tutto questo, è reso possibile attraverso i “patti di collaborazione”.

Cosa sono i patti di collaborazione

Attivi già in molti altri comuni italiani, i patti di collaborazione sono uno strumento che serve a concordare “tutto ciò che è necessario ai fini della realizzazione degli interventi di cura, gestione condivisa e rigenerazione dei beni comuni” si legge nel regolamento appena approvato in giunta. Già esistono in circa 250 comuni in Italia e consentono ai cittadini di usufruire di alcuni vantaggi. A Roma, come si legge nell’articolo 12 del nuovo regolamento, i cittadini che li sottoscrivono e si prendono cura di un bene comune nell’interesse generale sono ad esempio “esonerati dal pagamento di oneri connessi con l’esercizio di attività commerciali (come l’occupazione di suolo pubblico) perché non traggono alcun vantaggio economico personale”.

Il nodo delle assicurazioni e la figura del facilitatore

C’è un altro aspetto che, con il regolamento, consente di superare alcune criticità registrate in passato. Durante l’amministrazione Raggi molti comitati ed associazioni si erano resi protagonisti di proteste, sfociate anche in ricorsi amministrativi, per l’eccessiva difficoltà burocratica riscontrata per essere autorizzati ad eseguire semplici attività di manutenzione, anche di parchi e giardini. E contestualmente avevano denunciato la richiesta di pagare delle polizze assicurative contro gli infortuni. Un onere che molti volontari, mettendo già gratuitamente a disposizione il proprio tempo per curare spazi degradati, non volevano sobbarcare.

Rispetto alla sottoscrizione di apposite polizze, l’articolo 21 del regolamento, prevede ora che “nel caso in cui cittadini attivi singoli o gruppi informali non fossero provvisti di coperture assicurativa, l’amministrazione s’impegna a favorire a vantaggio dei medesimi idonee tutele amministrative”. Il nuovo regolamento interviene anche in merito alle difficoltà burocratiche individuate da chi voleva farsi autorizzare, ad esempio, una giornata di sfalcio del giardino di quartiere. L’articolo 13 impegna infatti l’amministrazione cittadina a “facilitare il più possibile” l’attivazione di patti di collaborazione, puntando sull’apposita formazione di almeno un dipendente per municipio. Inoltre, con la stessa finalità, sarà messa a disposizione anche “una sezione dedicata” sul sito del comune.

Un tassello per rafforzare la partecipazione

“Roma si dota per la prima volta di un regolamento sui beni comuni che rappresenta un tassello fondamentale del nostro impegno per favorire sempre più la cura partecipata della città, per gli spazi pubblici come giardini, strade, piazze e per la valorizzazione di beni e attività immateriali legate alla cultura, alla memoria storica, alla creatività e all’inclusione – ha commentato il sindaco Gualtieri –  Il testo che ha ricevuto il primo via libera dalla giunta era atteso da anni ed è il frutto di un confronto proficuo con le realtà associative e le reti cittadine. La sua approvazione definitiva, al termine dei prossimi passaggi istituzionali, renderà molto più forti i legami di comunità nella nostra città, all’insegna dei diritti delle persone e della rigenerazione condivisa del territorio”.

Un percorso che parte da lontano

Parla invece di “una vera e propria rivoluzione della partecipazione civica” Andrea Catarci, l’assessore alla partecipazione ed al decentramento. “Roma è il nostro bene comune per eccellenza e attraverso questo regolamento finalmente discipliniamo il perimetro e le modalità di quel vastissimo insieme di attività realizzate volontariamente a tutela e cura dei beni comuni”. Per arrivare alla stesura del documento “siamo partiti dal testo proposto dalla Coalizione per i beni bomuni nel 2018, poi bocciato in aula nella scorsa consiliatura” attraverso un percorso di rivisitazione che è durato circa 8 mesi e, ha spiegato Catarci “ha coinvolto i rappresentanti dei Municipi e di oltre 120 tra comitati e associazioni”. 

Ottenuto il via libera della giunta, il documento prosegue il suo iter amministrativo che prevede l’espressione di parere nei municipi, l’esame delle commissioni consiliari competenti e l’approdo in Aula Giulio Cesare per l’approvazione definitiva.
 

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