Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Unioni Civili: ok in commissione al registro. "Momento storico, ma la vera battaglia è in aula"

Il sì arriva il giorno dell'ennesima aggressione omofoba nella Capitale: due giovani insultati e aggrediti in pieno centro, alla luce del giorno, su Ponte Garibaldi. "Una risposta importante" per la maggioranza, "due questioni distinte" per l'opposizione

Unioni Civili, il registro prende forma tra scontri e polemiche. La proposta di delibera a firma dei consiglieri I.Battaglia (Sel), Magi (Radicali), Raggi (M5S), Tempesta (Pd), Celli (lista Marino) e Caprari (Centro Democratico) incassa un secondo parere favorevole in commissione congiunta Statuto - Legalità e Diritti, e si avvia all'approdo in aula Giulio Cesare. Il sì arriva il giorno dell'ennesima aggressione omofoba nella Capitale: due giovani insultati e aggrediti in pieno centro, alla luce del giorno, su Ponte Garibaldi. "Una risposta importante" per la maggioranza, "due questioni distinte" per l'opposizione.  

Questo pomeriggio la riunione in via della Greca per discutere gli emendamenti proposti nella precedente seduta di commissione, quando il testo è stato presentato ottenendo il primo sì. Ricapitoliamo brevemente il contenuto della proposta, le modifiche avanzate (comunque da discutere in aula Giulio Cesare) e i nodi di scontro tra maggioranza e opposizione. 

IL TESTO - Una normativa nazionale non c'è, e lo sappiamo. La legge vigente in materia di diritti e doveri delle coppie di fatto si barcamena tra gli articoli 2 e 3 della Costituzione, con i "diritti inviolabili dell'essere sia come singolo sia nelle formazioni sociali", la giurisprudenza che con sentenze della Corte Costituzionale (la più recente del 2010) intende con la definizione di "formazione sociale" anche le "famiglie di fatto", e le direttive europee in materia. 

Non c'è una legge statale, ma esiste la possibilità a livello locale di istituire il cosiddetto "registro delle unioni civili", che consente alle coppie, omosessuali o no, di registrare all'anagrafe un rapporto di convivenza. Milano l'ha già fatto, Roma ha degli esempi a livello municipale, e il sindaco Marino ha dichiarato in più occasioni di essere favorevole a un registro comunale

Il testo presentato in Commissione prevede una bozza di regolamento: cinque articoli con principi generali, definizioni, ambiti di valenza, modalità di cancellazione e modalità operative. In sostanza, si tratta di "garantire tramite singoli atti e disposizioni di Assessorati e Uffici competenti pari condizioni nelle aree di competenza sotto indicate". Stessi diritti delle coppie unite in matrimonio per quanto concerne le competenze comunali: all'articolo 1.4 le aree tematiche: dalla casa, alla sanità, all'infanzia, alla scuola. Un esempio? 

L'emendamento presentato dal consigliere Riccardo Magi. "All'interno di Roma Capitale chi si iscrive al Registro è equiparato al parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto ai fini della possibilità di assistenza". Detto altrimenti: in quanto iscritto al registro insieme al paziente, hai diritto alle informazioni sullo stato di salute del ricoverato allo stesso modo di un congiunto. 

Si tratta di questo, di iscrizione agli asilo nido, di sconti 'famiglia' sugli abbonamenti al trasporto pubblico. Si tratta di "pari condizioni di accesso ai servizi". Ovviamente le aree tematiche di applicazione del regolamento non toccano materie nazionali, non toccano pensioni piuttosto che diritti legati alle successioni. Ed è qui che si concentra la polemica. 

POLEMICHE - "Ammettiamo che la delibera ha valore esclusivamente simbolico e politico, ma che non cambia di fatto la condizione dei cittadini. E' vuota nei contenuti". Luigi De Palo, capogruppo della Lista CittadiniXRoma, ribatte più volte il concetto: "Così si vogliono estendere diritti che sono prerogativa della famiglia costituzionale a chi famiglia, per sua libera scelta, non vuole essere. Se in Consiglio passasse questa delibera automaticamente le persone che decidessero di sposarsi sembrerebbero cittadini di serie B, perchè un'Unione Civile contempla gli stessi diritti del matrimonio, ma meno doveri". 

Sulla questione dei doveri, la maggioranza viene incontro a De Palo, e al suo emendamento in tal senso, inserendo una clausola che contempli "diritti e doveri" valido su tutti gli articoli del regolamento. Ma per il consigliere, che pur dichiara di "apprezzare lo sforzo", non è sufficiente. E soprattutto non è comparabile con l'articolo 143 del codice civile, "su diritti e doveri dei coniugi". 

Solo volontà di confondere le acque per la consigliera a cinque stelle, Virginia Raggi. "Non ha alcun senso comparare due piani differenti: da un lato ci sono le leggi nazionali, sulle quali non abbiamo potere, dall'altro ci sono le possibilità di intervento a livello locale, che non sono esclusivamente simboliche e che possono garantire uguaglianza a tutti i cittadini, almeno sulle materie di nostra competenza". Un passaggio, il sì in commissione, che Raggi definisce "storico". Per il contenuto sì ma anche per un'apertura politica del M5S "che ha superato particolarismi e divergenze in nome di unico obiettivo: rispondere alle esigenze dei cittadini". 

"Abbiamo vinto un game - affermano Raggi e Battaglia - ora tocca all'Aula. Lo scontro sarà su due punti: la calendarizzazione veloce, che non è scontata, e il voto in Aula, dove lo scontro sarà molto aspro. Il registro degli unioni civili non mette in crisi la famiglia". Una battuta poi sui voti contrari in commissione da parte di Ignazio Cozzoli (CittadiniXRoma), Gianluigi De Palo e Marco Pomarici (Ncd), che a metà discussione ha lasciato l'aula: "Persino Papa Francesco, che ha battezzato il figlio di una coppia non sposata, è più avanti di loro". 

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