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Giovedì, 13 Giugno 2024
Retroscena

Regione Lazio, la Lega non ha pace. Voci di addio per Cartaginese, che smentisce: "Chiacchiere da bar, resto capogruppo"

Una discussione con Rocca alla base della decisione, ma la diretta interessata a RomaToday sgombera il campo: "Non è in discussione la mia permanenza nel partito e i rapporti con il presidente sono quelli di sempre". Nel giro di una notte sarebbe cambiato tutto

La Lega in Regione Lazio è una pentola a pressione. La fresca nomina di Davide Bordoni a segretario regionale non sembra aver portato il sereno in un partito che vede i suoi rappresentanti alla Pisana alle prese con una spaccatura che, dando ascolto alle voci di corridoio, potrebbe allargarsi ulteriormente. C'è chi sostiene che nelle ultime ore la capogruppo Laura Cartaginese sarebbe prossima a tornare, dopo soli 4 anni, in Forza Italia. La diretta interessata ha smentito categoricamente: "Chiacchiere da bar che non mi appassionano". Nella serata di mercoledì 13 settembre sembrava tutto fatto, ma a quanto pare la notte avrebbe portato consiglio. Questo dicono fonti di RomaToday. 

Nuova spaccatura nella Lega regionale 

Aria pesante nella Lega regionale, almeno secondo le voci che girano incontrollate tra i corridoi della Pisana. Dopo l'avvicendamento tra Angelo Tripodi e Laura Cartaginese alla presidenza del gruppo, con il primo che non ha affatto preso bene la sfiducia sottoscritta la scorsa primavera dalla consigliera tiburtina e da Pino Cangemi, la divisione è netta. E adesso ci si mettono anche i movimenti che coinvolgono l'Ater provinciale di Roma. 

Gli avvicendamenti in Ater alla base delle tensioni

L'azienda regionale, infatti, sta vivendo continui cambi di vertice da quando si è insediata la nuova maggioranza di centrodestra. Prima la nomina del nuovo commissario straordinario, il leghista (non eletto alle elezioni di febbraio) Tony Bruognolo. Poi la cacciata del direttore generale Luigi Bussi, uno che di appoggi a destra ne avrebbe parecchi, soprattutto in Forza Italia. Per sostituirlo, Bruognolo ha indetto un bando il 7 agosto e ha scelto, in qualità di presidente della commissione giudicatrice, Remo Pisani, ex consigliere del comune di Marino. Il suo nome girava già da prima del bando, l'iter amministrativo non ha fatto altro che confermare le anticipazioni. Ora però Bruognolo sarebbe in procinto di dimettersi da commissario per andare a dirigere una partecipata dei rifiuti del comune di Velletri, territorio dal quale proviene. Al suo posto potrebbe tornare Giuseppe Zaccariello, già commissario straordinario dal 2017, voluto da Zingaretti. Un nome però che non fa impazzire Francesco Rocca. Ecco, in uno di questi passaggi si anniderebbe il "casus belli" che avrebbe come ultima conseguenza (almeno fino a ieri) l'addio di Cartaginese alla Lega per approdare in Forza Italia. 

Resuscitare la Lega a Roma. La "mission impossible" del nuovo segretario

Il presunto scontro Cartaginese-Rocca 

Quando è stato allontanato Luigi Bussi, infatti, la consigliera di Tivoli non ne è stata affatto contenta, seppur l'interessata smentì ogni interesse nella vicenda: "Ci tengo a precisare che non c’è alcun appoggio più o meno forte da parte mia a favore del dottor Bussi che agirà come ritiene opportuno nella tutela della sua persona e del suo lavoro". In ogni caso, visto il licenziamento di Bussi (che non ha ancora presentato ricorso), Cartaginese - sempre secondo voci raccolte da RomaToday in ambienti del centrodestra regionale - avrebbe chiesto con veemenza direttamente al presidente Rocca di impedire la nomina di Remo Pisani. Non che avesse qualcosa contro di lui, ma a quanto pare la preferenza ricadeva su Giuseppe Zaccariello. Una richiesta negata dal governatore, che di pagare lo stipendio a uno visto come "zingarettiano" non ne avrebbe molta voglia. Questo diniego avrebbe innescato una animata discussione tra i due. La conseguenza avrebbe dovuto essere la perdita del ruolo di presidente del gruppo. 

La trattativa con Forza Italia

Ed ecco che si arriva alla trattativa con Forza Italia, partito fresco di arruolamento di due ex Cinquestelle, Michele Colarossi e Roberta Della Casa. Cartaginese già militava nel partito fondato da Silvio Berlusconi, poi nel 2019 passò alla Lega. Da Forza Italia negano, fa lo stesso Cartaginese: "Non è mio costume commentare ricostruzioni fantasiose - ha fatto sapere al nostro giornale -. Quello che posso aggiungere è che non è in discussione per nessun motivo né il mio ruolo nel consiglio regionale né quello in Lega e che i rapporti con il presidente Rocca sono quelli di sempre, contraddistinti da stima, rispetto e massima fiducia. Le chiacchiere da bar non mi hanno mai appassionato". Come detto, però, mercoledì 13 settembre il dialogo sembrava fosse ancora in piedi.

Cartaginese a rischio isolamento

Chi sostiene la teoria dell'addio alla Lega la spiega così: se Pino Cangemi si dovesse candidare, come viene dato probabile, alle elezioni Europee del giugno 2024, in caso di vittoria a subentrargli sarebbe proprio Tony Bruognolo. Uno che oggi da commissario Ater guadagna circa 60.000 euro lordi l'anno, tornando a Velletri ridurrebbe sensibilmente l'indennità, mentre da consigliere regionale arriverebbe a 84.000 euro lordi circa, escluso il rimborso spese mensile da oltre 3.000 euro per l'esercizio del mandato. Bruognolo è vicinissimo a Claudio Durigon, sottosegretario ed ex coordinatore della Lega nel Lazio, Cartaginese no. E i precedenti dovuti alle nomine Ater non aiuterebbero. La consigliera, da metà 2024 in poi, rischierebbe di sentirsi troppo isolata politicamente, una volta persa la vicinanza di Cangemi. Tripodi e Bruognolo sarebbero due compagni indigesti per motivi diversi ma egualmente validi e il risultato potrebbe essere, a quel punto davvero, l'addio al ruolo di capogruppo. 

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