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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica Ponte Galeria / Via Aldo Bibolini

Tanto rumore per nulla: la Regione non revoca il piano di zona di Ponte Galeria. I motivi

A 8 mesi dall'avvio dell'iter in seguito alla richiesta dell'ex assessore Valeriani, la direzione politiche abitative archivia il caso: la cooperativa che ha costruito gli alloggi non ha commesso irregolarità, il finanziamento era legittimo

Il Comune non acquisirà al patrimonio gli alloggi di via Aldo Bibolini nel piano di zona Ponte Galeria, perché la Regione Lazio non revocherà il finanziamento concesso a inizio anni Duemila per la costruzione degli edifici. L'istruttoria partita a settembre 2022 su input della giunta Zingaretti si è conclusa con un'archiviazione il 16 maggio, dopo 8 mesi. 

La Regione non revoca la concessione sul pdz Ponte Galeria

L'esito dell'istruttoria per decidere sulla decadenza o meno del finanziamento concesso alla società cooperativa edilizia "Sagittario Casa Felice", per la costruzione di unità immobiliari in regime agevolato, nell'area della Piana del Sole a Roma ovest, è arrivato dopo parecchio tempo. La direzione politiche abitative il 16 maggio ha inviato ai diretti interessati la sua decisione, firmata dal responsabile del procedimento Espedito Rizzuti e dai dirigenti Alessandra Natili e Manuela Manetti: il caso è archiviato e non c'è dolo. In sostanza, la coop non ha violato nessuna normativa ("non si rilevano nell’operato della cooperativa Sagittario Casa Felice in liquidazione, elementi probatori di violazione delle direttive regionali, tali da determinare la decadenza dell’operatore dal beneficio attribuito"), non è stato applicato un costo delle case superiore al prezzo massimo di cessione e quindi è stato legittimo finanziarli per costruire.

screen istruttoria pdz ponte galeria

Gli inquilini sotto sfratto nelle case messe all'asta

Una mazzata tra capo e collo per quegli inquilini di via Bibolini sotto sfratto, abitanti di appartamenti in mano alla banca che ha finanziato il mutuo per l'acquisto e non si è vista ritornare il debito in maniera completa. Ormai da mesi l'istituto di credito ha messo all'asta le case, ci sono già state le visite di quelle vuote, mentre chi invece ci vive - uno di questi, Daniele Galassi, si è incatenato di fronte all'assessorato all'Urbanistica un mese fa - potrebbe essere sgomberato da un momento all'altro. Adesso, ancor di più, viene meno la possibilità di un intervento comunale. 

L'ex vice della cooperativa: "Abbiamo avuto ragione, ma già si sapeva dal 2019"

"Hanno avuto due anni di tempo per far partire la procedura di decadenza - commenta Massimo Migliorati, ex vicepresidente della cooperativa edile - è stata fatta partire a ridosso delle elezioni politiche del settembre 2022. Gli uffici tecnici e la commissione straordinaria sui piani di zona della Regione avevano già nel 2019 derubricato la questione ad un contenzioso tra cooperativa ed ex soci, io stesso sono stato ascoltato due volte a riguardo, ho fornito tutta la documentazione. E adesso dopo 4 anni ci dicono che abbiamo ragione". 

Le origini del problema: la truffa Casa Lazio da 200 milioni 

"Sagittario Casa Felice" faceva parte della cooperativa "Casa Lazio" di Emilio Falco. Falco è stato condannato per una mega-truffa da 200.000.000 di euro ai danni della Regione e degli oltre 2.000 soci che avevano già pagato le quote per possedere case che non hanno mai ricevuto. Chi è subentrato negli anni, tra questi "Sagittario Casa Felice" ha preso l'impegno di portare a termine il piano di zona almeno per la frazione riservata agli immobili. Riguardo al prezzo massimo di cessione, a RomaToday il 29 settembre 2022 Migliorati spiegava che "Noi abbiamo rogitato rispettando questo vincolo, l'eccedenza che viene contestata è pari all'impegno economico che i soci hanno dovuto prendersi per finire il piano di zona". 

I sindacati di base tuonano: "Assurdo, adesso aspettiamo l'avvocatura comunale"

Saputo dell'archiviazione del procedimento da parte della Regione, Asia-Usb (il sindacato di base che si occupa dei diritti degli inquilini e degli abitanti) ha espresso tutto il suo disappunto: "Abbiamo parlato con il direttore del dipartimento urbanistica - ricorda il segretario romano, Angelo Fascetti - fornendo le prove del pagamento di cifre quasi doppie rispetto al prezzo massimo di cessione. Né la direzione politiche abitative regionale, né Roma Capitale le hanno ritenute valide, come mai? Ora aspettiamo che l'Avvocatura comunale faccia le sue verifiche rispetto ai presupposti di una revoca della concessione da parte del Campidoglio". Per Fascetti, però "il Comune sarebbe dovuto intervenire a prescindere da questa istruttoria - conclude - perché la convenzione è stata firmata da loro. L'assessore Veloccia ha scelto di attendere il passaggio regionale. Dovrebbero applicare le sanzioni amministrative a danno della cooperativa edilizia, ma non lo hanno mai fatto". 

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