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Regione Lazio, ecco la giunta M5s-Pd. Zingaretti: "Non si annullano differenze, insieme per il bene comune"

Il governatore ha presentato in mattinata la nuova squadra. Quindici i punti programmatici alla base di un accordo che "nasce alla luce del sole, da mesi di confronto costante sui contenuti"

La nuova giunta fuori dalla Regione Lazio

La prima riunione della nuova giunta giallorossa si è già svolta in mattinata. E il decreto firmato dal presidente Nicola Zingaretti che ufficializza le nuove deleghe alle grilline Roberta Lombardi e Valentina Corrado è il fischio d'inizio, il segno che il matrimonio M5s-Pd in Regione Lazio è cosa fatta e non si torna indietro. "Credo che le persone stiano chiedendo alla politica unità, e noi abbiamo deciso di realizzarla tramite una nuova maggioranza politica consiliare" ha spiegato il governatore durante una rapida presentazione della squadra davanti alla sede regionale di via Cristoforo Colombo. 

"L'accordo con il M5s nasce alla luce del sole, da mesi di opposizione ma anche di confronto costante sui contenuti. L'esito di questa scelta politica sarà un Lazio più forte, più stabile, sulla base di un lavoro comune sui contenuti". E ancora: "Non si annullano le differenze di identità - ha chiarito il governatore - ma si combatte uniti per il bene di tutti". Già, perché ci tiene a ribadirlo il presidente Zingaretti: alla base dell'accordo c'è un nuovo programma comune di fine legislatura. Una serie di punti programmatici (15 in totale, vedi le slide subito sotto) che vanno al di là delle poltrone. 

Pillole di programma 

Il settore della sostenibilità ambientale, dove l'assessorato alla Transizione ecologica - mutuato da quello istituito nel nuovo governo Draghi e richiesto dagli stessi Cinque Stelle - farà la parte del leone. Si va da azioni per lo sviluppo delle fonti energetiche alternative, alla riconversione green delle imprese e dell'economia circolare a misure per il contrasto al cambiamento climatico. E poi si va dalla gestione dei rifiuti con investimenti sull'impiantistica, al potenziamento della sanità territoriale, alla realizzazione degli "Stati generali della salute post-pandemia". E ancora alla voce welfare il piano povertà, gli investimenti sugli asili nido, una legge sui caregiver e sulla disabilità. Aiuti ai giovani e sostegni alle donne. 

Insomma, "la base di questa unità è un programma di fine legislatura - spiega ancora il presidente Zingaretti - scritto e pensato da tutte le forze presenti in consiglio regionale che rappresenta la base per lavorare insieme ma anche la guida degli indirizzi di quello che dovremo fare fino al 2023. Abbiamo avuto passione e coraggio". 

Le nuove deleghe in giunta

Ricapitolando la nuova formazione in giunta: Roberta Lombardi guiderà il nuovo assessorato alla Transizione ecologica e digitale, la collega Valentina Corrado di Turismo, prendendo il posto di Giovanna Pugliese che andrà invece a occuparsi di Cinema e audiovisivo. Al vicepresidente Daniele Leodori vanno le deleghe al Bilancio dopo che l'ex assessora Alessandra Sartore è stata nominata sottosegretaria al Mef (Ministero dell'economia e finanza). Ad Alessandra Troncarelli vanno i Beni comuni, a Enrica Onorati le Pari opportunità, a Claudio Di Berardino, già assessore al Lavoro si aggiunge anche la delega al Personale, a Paolo Orneli l'Università e la conoscenza. 

"Una squadra eccellente per affrontare i prossimi due anni - ha precisato il presidente Zingaretti - la politica non rinuncia alla propria identità, ma la diversità che unisce per realizzare le cose è una buona notizia. Dedichiamo questo atto in particolare a chi ha più bisogno della buona politica e del buongoverno per ritrovare il senso di cittadinanza, alle donne e alle nuove generazioni. Faremo di tutto per riaccendere i motori dell'economia e per portare giustizia economica e sociale".

Le critiche interne al M5s

Restano i malumori all'interno del Movimento Cinque Stelle. Alle nozze con i democratici è arrivato il via libera ieri dal capo reggente Vito Crimi e da Beppe Grillo. Ma il voto sulla piattaforma Rousseau non c'è stato. "Ci sarà non appena possibile" assicura cercando di placare i malpancisti. Durissime le parole della consigliera Francesca De Vito, che già in un'intervista rilasciata a RomaToday aveva espresso parere più che contrario alla nuova alleanza ma soprattutto al mancato confronto con la "base". "Mi spiace rilevare che, ancora una volta, gli attivisti e i portavoce locali vengano umiliati e non ascoltati, da parte di chi invece dovrebbe rappresentarli - dichiara oggi - da chi, dall'alto, a due anni dalla scadenza del secondo mandato, ha una visione completamente diversa rispetto ai nostri rappresentanti sui territori che conducono  le loro battaglie combattendo giorno per giorno lo strapotere dei partiti, a fronte del solo gettone di presenza". 

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