Regione, è guerra del M5s sulle società regionali: presentati 1000 emendamenti

"Noi tagliamo le poltrone, loro le difendono" l'accusa del presidente Zingaretti. Il M5S rispondono punto su punto: "Il Pd ha strumentalizzato il nostro gesto"

È guerra attorno alla discussione sulla legge sul riordino delle società regionali in discussione alla Pisana. La presentazione di mille emendamenti da parte del Movimento cinque stelle non è piaciuta al Partito democratico che per voce del suo capogruppo Marco Vincenzi l'ha bollata come “incomprensibile ostruzionismo” verso una legge che taglia le poltrone. “Noi tagliamo le poltrone, loro le difendono” scrive invece il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Il Partito democratico ha strumentalizzato il nostro gesto” ribattono i consiglieri pentastellati che rispondono punto per punto motivando la loro decisione.

Ecco i punti contestati dal gruppo regionale: “Per garantire la rappresentanza delle opposizioni all’interno del consiglio di amministrazione di Sviluppo Lazio S.p.A. noi vogliamo che ci siano 5 elementi qualificati e di comprovata esperienza, nominati dal Consiglio regionale al posto dell’amministratore unico proposto dalla maggioranza, perché i cittadini devono poter controllare l’operato di una società responsabile dei finanziamenti erogati dalla regione” si legge al primo punto. Al secondo e terzo punto, “vogliamo garantire che solo i posti degli impiegati siano tutelati lasciando autonomia di ricollocazione ai dirigenti”, che per i Cinque stelle dovrebbero essere uno ogni 30 impiegati. E ancora. “Un passaggio obbligatorio e vincolante in Consiglio per ogni operazione riguardante le società regionali”. All'ultimo punto il destino della Banca Impresa Lazio, “tecnicamente fallita” che “Zingaretti vorrebbe salvare accollando gli oneri sulle tasche dei cittadini, noi proponiamo di liquidarla e di identificare i responsabili del tracollo finanziario”. 

“La presentazione da parte dei grillini di oltre mille emendamenti ad un testo che taglia poltrone, riduce i consigli di amministrazione, elimina spese per consulenze e affitti, conferma l'inaffidabilità dei 'pentastellati'. A parole predicano sobrietà e rigore e poi, nei fatti, tutelano sprechi, sperperi e inefficienze" dichiara in una nota Marco Vincenzi, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio regionale del Lazio. "Con l'accorpamento in un'unica società di Sviluppo Lazio Spa, Banca Impresa Lazio spa, Unionfidi Lazio Spa, Filas Spa e Bic Lazio Spa prosegue l'impegno dell'Amministrazione Zingaretti per promuovere una rigorosa spending review attraverso la soppressione di centri di costo istituiti in passato solo per alimentare clientele e favoritismi. Recuperiamo risorse per milioni di euro che potremo destinare a investimenti produttivi e realizziamo una profonda riforma nel settore del credito, con l'istituzione di un'unica cabina di regia e lo sviluppo di sinergie professionali e di competenze che va incontro alle richieste e alle esigenze del mondo delle imprese e del sistema economico".

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Barillari risponde alle accuse su Facebook: “Peccato che la disponibilità ad un confronto cui si è appellato Vincenzi da parte del Pd non l'abbiamo ancora vista. A meno che bocciare tutte le proposte del M5S senza nemmeno leggerle e senza dare alcuna motivazione valida, significa essere senza pregiudiziali” scrive Davide Barillari. E in un altro post: “E' molto triste leggere nei tanti commenti sulla bacheca di Nicola Zingaretti la rabbia e lo sfogo di persone che non vogliono nemmeno capire il significato di questi 1000 emendamenti. Queste persone giudicano senza conoscere minimamente la situazione sono convinti che siamo addirittura peggio della casta, che siamo come gli altri, che vogliamo salvare le poltrone. Ma secondo voi se il taglio di una società è fatto in modo corretto e permette alla regione di risparmiare, ci saremmo mai opposti?”.

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