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Elezioni regionali, Rampelli: "Con Fdi al 30% scegliamo noi il candidato nel Lazio"

Il vicepresidente della Camera e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia rivendica la possibilità di proporre un nome proveniente dal partito

"Se faremo un ottimo risultato a livello nazionale e regionale, e gli alleati fossero più bassi, la candidatura migliore dovrebbe appartenere al perimetro della destra romana e laziale”: così il deputato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, entra nel dibattito sulla scelta del candidato di centrodestra da presentare alle regionali del Lazio, rivendicando la possibilità di proporne uno proveniente proprio da Fdi.

In un’intervista alla Dire Rampelli ha parlato dei possibili esiti delle elezioni politiche del 25 settembre, prefigurando un risultato del 30% per Fdi: “Secondo gli ultimi sondaggi ha percentuali stellari, anche nelle zone storicamente di pertinenza di altri partiti, alleati e non - ha detto all’agenzia - Non siamo più un partito romano-centrico ma nazionale, e su questo Giorgia Meloni ha fatto un grandissimo lavoro. Tuttavia occorre dire che il governo di Roma in questa fase è deludente. Abbiamo avuto tutti grande pazienza perché il governo di Roma è una missione difficile ma tutti, nessuno escluso, si aspettavano risultati diversi. A Roma An raggiunse il 31% nel 1998, quando vincemmo le provinciali. Penso che a Roma ci potrebbe stare un risultato simile”.

Da qui la riflessione: “Per il Lazio un’eventuale vittoria importante del centrodestra e una posizione di Fdi importante, più di quella storicamente conseguita - ha concluso Rampelli - ci consentirebbere di mettere sul tavolo una proposta di governo significativa per la Regione e magari un candidato di Fdi” per le regionali. Per cui ancora non c'è data certa. L’attuale presidente della Regione, Nicola Zingaretti, si candiderà al Senato, e darà le dimissioni dalla Pisana solo dopo l'elezione. Da quel momento dovranno passare 90 giorni per tornare a votare nel Lazio, ed è dunque molto probabile che le urne slitteranno (almeno) al mese di gennaio.

Le ipotesi per il candidato di centrodestra

Il partito di Giorgia Meloni, d’altro canto, è quello che a oggi potrebbe avere un maggior peso nella scelta di un candidato da contrapporre a quello del centrosinistra nella corsa alla Pisana. Forza Italia e Lega nella Capitale non hanno di certo la stessa presa confermata in altre regioni, e a metà luglio era stato proprio il leader della Lega, Matteo Salvini, a invitare il centrodestra “a fare presto” e a scegliere il candidato per “lasciarsi alle spalle l'era Zingaretti”. A distanza di tre mesi i (pochi) nomi che circolano non hanno ancora lasciato il segno e all'orizzonte non si è ancora affacciato nessuno di concreto.

Il diktat però è chiaro: va bene tenere conto delle elezioni politiche del 25 settembre, ma quanto accaduto in occasione delle comunali del 2021, con l’elezione di Roberto Gualtieri e la sconfitta di Enrico Michetti al ballottaggio, non dovrà ripetersi. Stavolta il nome del candidato del centrodestra dovrà arrivare per tempo, e non in corsa come accaduto con Michetti, e dovrà essere attentamente ragionato, riflettendo una linea comune. Molto dipenderà anche da ciò che accadrà alle regionali di Lombardia e Sicilia: se verranno riconfermati i due presidenti uscenti, Nello Musumeci (meloniano) e Attilio Fontana (leghista), la scelta del candidato del Lazio potrebbe andare a Forza Italia.

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