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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Politica

Centrodestra ancora senza candidato per le regionali del Lazio. La Lega scalpita

Il nome più solido sembra quello di Francesco Rocca, candidato civico. Fabio Rampelli perde quotazioni per la posizione sul termovalorizzatore. Risale Chiara Colosimo

Le voci si rincorrono ormai da settimane, ma di fatto il candidato ancora non c’è: il centrodestra indugia sul nome di chi correrà per la coalizione alle elezioni regionali, che è ormai quasi certo si terranno domenica 12 febbraio. E se il centrosinistra ha deciso di uscire allo scoperto candidando ufficialmente l’assessore alla Sanità della gestione Zingaretti, Alessio D’Amato, il centrodestra continua a prendere tempo.

Francesco Rocca il nome più solido

Il nome dovrebbe essere fatto nel corso di un incontro decisivo tra i leader nazionali, con la premier Giorgia Meloni a dare il responso finale. A meno di clamorosi colpi di scena, infatti, e complice la vittoria alle elezioni, sarà Fratelli d’Italia a esprimere e a proporre il candidato per le regionali. L’incontro però ancora non c’è stato, e i nomi avanzati nelle ultime settimane continuano a rimbalzare con quotazioni che variano a seconda dei giorni. Una costante sembra essere quello di Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana e presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, per anni volontario alla Caritas e molto vicino alla destra romana.

Un candidato civico, non politico, ma solido, come confermano voci sempre più insistenti nella coalizione e come sembrano dimostrare anche i sondaggi: secondo le rilevazioni di Winpoll, se Rocca si candidasse alle elezioni regionali con Fratelli d'Italia arriverebbe a superare il 40% delle preferenze.

I dubbi su Rampelli

L’altro nome più volte pronunciato per la corsa alle regionali - dal diretto interessato in primis, e forse questo è parte del problema nel centrodestra - è quello di Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e storico volto di Fratelli d’Italia e vicinissimo alla premier. Che non gli ha però affidato incarichi da ministro, nonostante le insistenti voci di una sua investitura all'Ambiente, e che da qualche settimana ormai ribadisce a gran voce la sua disponibilità a presentarsi come candidato unitario. La sua eventuale candidatura è già stata appoggiata da Rinascimento, e nelle rilevazioni fatte da Izi se fosse lui a correre per le elezioni la coalizione FdI-FI-Lega sfiorerebbe il 50% dei voti (46,6%).

Eppure il via libera ancora non è arrivato, e i motivi andrebbero forse ricercati in alcune posizioni di Rampelli su temi particolarmente sentiti per la città. Primo tra tutti, il termovalorizzatore: il vicepresidente della Camera si è sempre detto contrario - durante  consiglio tematico del IX municipio del 17 novembre l’ha definito “maxi stufa” - mentre gli alleati della Lega spingono invece per averlo, Matteo Salvini in testa. Salvini che non nasconde la fretta: "A me interessa partire il prima possibile - ha detto - perché c'è una terra straordinaria con potenzialità straordinarie che negli ultimi anni non sono state espresse al massimo. Penso che il centrodestra abbia idee, donne e uomini in grado di far correre la Regione Lazio. Noi siamo pronti, le liste della Lega sono sostanzialmente già pronte, manca il piccolo particolare del nome del candidato presidente. Spero che venga fatto il prima possibile".

Il ritorno di Colosimo e l'ipotesi "outsider"

C’è poi Chiara Colosimo: appena eletta alla Camera, anche lei fedelissima di Meloni, convince proprio per le similitudini con la premier. Nata e cresciuta a Roma, ha mosso i primi passi in politica avvicinandosi ad Alleanza Nazionale frequentando la sede della Garbatella, la stessa da dove era partita Meloni. Dal 2018 consigliera regionale, alle politiche dello scorso 25 dicembre è stata eletta deputata nel collegio uninominale Lazio 2 - 03 (Latina) per il centrodestra (in quota Fratelli d'Italia) con il 54,51% dei voti. L’esperienza come consigliera regionale nell’era Zingaretti la rende un’attenta conoscitrice delle dinamiche della Pisana, ma fonti vicine al centrodestra escludono possa essere davvero lei la candidata per le elezioni di febbraio.

Ed è qui che si inserisce la variabile del potenziale "outsider": non è escluso che la coalizione stia prendendo tempo per schierare un candidato di cui ancora non si è parlato, un nome a sorpresa da estrarre dal cilindro anche sulla base dei movimenti degli avversari. Manovra che rappresenterebbe però un rischio: alle elezioni comunali l'arrivo tardivo di Enrico Michetti e una campagna elettorale partita in ritardo non è riuscita nell'intento di far accettare lo sconosciuto avvocato ai romani, decretando la vittoria di Roberto Gualtieri. Anche nel caso delle regionali il tempo ormai stringe, e il centrosinistra, oltre ad annunciare il suo candidato - sostenuto per ora da Pd e Terzo Polo - sta continuando a portare avanti la delicata trattativa con il Movimento 5 Stelle per capire se ci sia margine per ricucire.

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