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Domenica, 21 Aprile 2024
Politica

C'era una volta la lista Calenda a Roma: in un anno e mezzo sperperati 120mila voti

L'alleanza tra Azione e Italia Viva alle Regionali produce un 4,9% ben lontano dal 19% delle amministrative 2021. In ogni caso l'ex ministro e Renzi conquistano due seggi, uno a testa

A settembre 2021 la lista Calenda Sindaco ottenne la bellezza di 193.477 voti, ovvero il 19,1%. L'esordio del cartello tra Azione e Italia Viva, tra Carlo Calenda e Matteo Renzi, combaciò con il miglior risultato nella Capitale. Più di Fratelli d'Italia, più del Pd, sicuramente molto più del M5S punito dai romani dopo cinque anni e mezzo di Raggi. Le ultime urne, invece, hanno raccontato una storia completamente diversa: il Terzo Polo vale meno dei grillini, della Lega, di Forza Italia. 

Il risultato del Terzo Polo: pochi voti, ma due consiglieri "piazzati"

Una "scuffia" quasi indolore, se consideriamo solo l'obiettivo finale, cioè piazzare qualcuno nel nuovo consiglio. Tra l'altro con una possibile distribuzione equilibrata tra le due forze. Miss Preferenze per la lista è la renziana Marietta Tidei, con oltre 9.000 preferenze e con lei entra (con finale thrilling) l'ex sindaco di Canterano, Pierluca Dionisi, candidato per Azione, che ha avuto la meglio del turborenziano Luciano Nobili per sole 32 preferenze.

Malumori e riflessioni, in vista della fusione Azione-Italia Viva

Certo è che il peso del Terzo Polo a Roma è fortemente ridimensionato. Il progetto liberale moderato alternativo al Pd e a Fratelli d'Italia non sta (più) funzionando e anche in vista di una probabile fusione tra Azione e Italia Viva, nel 2024, non fa pensare a prospettive rosee. Anche perché, soprattutto tra i calendiani, la discussione dovrà per forza di cose essere profonda e ampia. Dalle politiche di settembre a oggi, infatti, i malumori sono stati parecchi e neanche tanto nascosti: l'accusa ai vertici è quella di aver costruito le liste a uso e consumo di pochi, come per esempio Valentina Grippo passata dalla Regione al Parlamento conquistando un seggio in Veneto, ma candidata capolista anche nel Lazio.

Chi entra: la renziana Tidei sicura, beffato Nobili

Alle Regionali in Azione nessun nome veramente forte è stato messo in campo, al di là di figure più o meno giovani o più o meno competenti e le scelte, secondo alcuni, sono state calate dall'alto. Anche per questo c'è chi, soprattutto dal Campidoglio, non si è neanche speso troppo in campagna elettorale per i nomi di punta decisi dalla segreteria nazionale, uno in particolare l'ingegnere gestionale Federico Petitti. Tant'è che ad entrare in consiglio è un quarantenne di cui nessuno sapeva niente, arrivato dall'Udc l'altro ieri, figlio d'arte (il padre Armando è stato deputato della DC per due legislature e assessore regionale, oltre che eurodeputato dal 2004 al 2009) ed ex sindaco di Canterano, paesino da 400 abitanti. 

Calenda accusa gli elettori, Renzi silente

Nel frattempo Calenda accusa gli elettori che "hanno scelto l'incompetenza" riferendosi sia alla Lombardia (dove il Terzo Polo ha scelto di candidare Letizia Moratti) sia al Lazio. Renzi rimane silente, va in Giappone e non rilascia - al momento - dichiarazioni. Le elezioni Europee del prossimo anno sono molto più vicine di quanto si pensi, ma il 7% delle politiche di settembre sembra troppo lontano. 

(Articolo aggiornato alle 9:00 del 15 febbraio)

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