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Venerdì, 8 Dicembre 2023
Politica

Per il M5S capitolino il campo largo non è un dogma: "Prima il programma"

Ferrara: "Una lista a parte con Raggi? Fake news". E sull'imminente futuro non dà certezze: "Nessuna chiusura e nessuna apertura all'alleanza"

"Una fake news totale". Paolo Ferrara, vicepresidente dell'assemblea capitolina e portavoce del M5S, respinge ogni ricostruzione fatta dai giornali rispetto ad un apparente lavoro sotto traccia, insieme all'ex sindaca Virginia Raggi, per creare una lista alternativa da presentare alle prossime elezioni regionali. Una sorta di lista degli esclusi, poiché entrambi sono stati messi fuori gioco da Conte per le parlamentarie in vista delle elezioni del 25 settembre: "Non è mai stata all'ordine del giorno", ribadisce a RomaToday.

Alle prossime elezioni regionali il M5S dovrà fare una scelta

Tra meno di due mesi Roma e il Lazio saranno nuovamente in campagna elettorale, perché tra gennaio e febbraio si dovrà decidere il nuovo consiglio regionale e il successore di Nicola Zingaretti, per 10 anni alla guida della Pisana e ora fresco deputato. Il Movimento, che il 25 settembre ha corso in solitudine ottenendo più del 15%, dovrà decidere da che parte stare. E dalle parole di Ferrara, non è un esito scontato. 

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Ferrara: "Nessun passo avanti sul campo largo"

"Ci sono questioni di merito che abbiamo portato avanti - spiega - tra queste la transizione ecologica, i rifiuti, i diritti e che in parte hanno visto il Pd, soprattutto nei territori, affrontare in maniera del tutto differente. In ogni caso Giuseppe Conte è una persona che coinvolgerà tutti nella decisione". Il punto di vista del gruppo comunale non cambia: "Non abbiamo fatto passi avanti - conferma Ferrara -, sul campo largo alle prossime elezioni regionali non c'è né chiusura né apertura al momento". 

"La rottura è pericolosa? Non pensiamo solo ai voti"

Una rottura dell'alleanza cucita oltre un anno fa in Regione, con l'apertura della giunta Zingaretti al Movimento, ad oggi sembra assai difficile, anche per i reiterati appelli all'unità da parte dell'assessora Roberta Lombardi. Non impossibile, però: Carlo Calenda, fondatore e leader di Azione e "frontman" del Terzo Polo con Italia Viva di Renzi, ha inviato un ultimatum al Pd: "O noi o loro", in sostanza. La prospettiva non preoccupa Ferrara: "Non bisogna ragionare in questa maniera - sostiene - cioè sull'alleanza solo per i voti, per il risultato elettorale. Noi siamo un movimento progressista, abbiamo dei principi e dei temi imprescindibili: sanità, sociale, diritti, ambiente. Vogliamo cambiare l'approccio della politica e il sistema utilizzati finora. Se mi candiderò? Ho accettato l'esclusione dalle parlamentarie perché c'è un regolamento. Io al momento faccio il consigliere capitolino e lo faccio bene. In ogni caso sono a disposizione". 

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