Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Referendum Tpl, Gregori (Pd): “Privatizzazione Atac? Favorevole, ma con una regia pubblica”

Il responsabile dello Sviluppo Economico del PD Roma Augusto Gregori prende si posiziona a favore del Sì nel referendum tpl

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

In occasione del referendum cittadino del prossimo 3 giugno col quale si chiederà ai romani se sono favorevoli a mettere a gara il servizio di trasporto pubblico locale stanno nascendo comitati favorevoli e contrari. Uno di questi si chiama “Mejo de No” ma – avverte il responsabile dello Sviluppo Economico del PD Roma Augusto Gregori – “non rappresenta tutto il Pd”. Gregori spiega: “Sul trasporto pubblico a Roma è necessario confrontarsi su cosa è giusto e più efficiente per la città. Dobbiamo partire da domande come: la sinergia tra pubblico e privato nel TPL romano può portare dei vantaggi e sviluppare qualitativamente asset strategici che vadano a definire un servizio migliore per i cittadini e per la città? Il comune di Roma può essere più efficace pianificando e controllando il TPL cittadino, piuttosto che gestirlo direttamente? Secondo me sì.

Il trasporto pubblico locale a Roma può e deve cambiare, innovandosi e aprendo a nuove forme di cooperazione, sviluppando le risorse che il privato potrebbe mettere a disposizione”. Gregori fa delle proposte partendo dai dati: “A Roma ci sono circa 330 km di rotaie e 29 stazioni. Perché non sviluppare un progetto strutturale dove interagiscano gomma e rotaia? Stesse sinergie possono nascere col car sharing e tanti servizi messi su piattaforma unica dei trasporti locali. Prima di parlare di Sì o No, sarebbe bene confrontare i rispettivi progetti e decidere in base all’unico obiettivo che conta: dare ai romani un servizio di trasporto pubblico efficiente.

Con un progetto strutturato, oltre ai benefici sulla qualità dei servizi della mobilità romana ci sarebbero ricadute positive anche sullo sviluppo economico della città. Con una migliore gestione della mobilità, Roma tornerebbe ad essere attrattiva anche sul piano degli investimenti, del turismo, del congressuale e della cultura. Ripensare la mobilità in un’ottica più sostenibile permetterà a Roma, facendo leva sull’innovazione, di tornare ad essere competitiva, creare nuova occupazione e dare così grandi benefici sociali, ambientali ed economici”.

Qualche proposta più nel dettaglio. “Contratti di servizio più piccoli e circoscritti – continua Gregori-, ad esempio, sono anche maggiormente verificabili ed efficaci. Non si capisce perché tutti chiedono più poteri per Roma, ma poi, all’atto pratico - ad esempio sulla pianificazione e gestione del trasporto dove non c’è bisogno di grandi riforme, ma solo di volontà - non si realizzano le necessarie forme di autonomia. Sarebbe pertanto auspicabile che si rafforzasse il ruolo dell’Agenzia della mobilità, affidando ad essa la creazione dei contratti di servizio.

Allo stesso tempo nel quadro normativo vigente la Regione Lazio potrebbe delegare, sempre all’Agenzia, una maggiore autonomia tariffaria, così da rendere la Capitale responsabile delle scelte economico-finanziare per la mobilità. Serve dunque una riorganizzazione della macchina amministrativa che preveda una diversa organizzazione in cui la gestione della mobilità (analisi dei bisogni ed affidamento dei contratti di servizio) sia trasferita ad un ente autonomo: l’Agenzia della mobilità. Così facendo il Comune di Roma non sarebbe più un gestore di società pubbliche, ma incarnerebbe il ruolo di regolatore forte e vigile nell’erogazione dei servizi da parte di società, la cui compagine societaria diventa secondaria”.

Gregori dopo la proposta, muove una critica all’amministrazione Raggi: “L’immobilismo di Roma è purtroppo ben rappresentato dalla situazione in cui versa la società di mobilità. Non possiamo nascondere a noi stessi che lo sviluppo ed il rilancio della Capitale romana passano per una sua più ordinata strutturazione nell'ambito dei trasporti. I troppi disservizi rappresentano un argine che limita a Roma investimenti sia nazionali che esteri. Come possiamo intraprendere una battaglia per avere maggiore attenzione da parte sia del governo nazionale, che pure ha messo oltre 400 milioni di euro sui trasporti romani, che europeo se non riusciamo, noi per primi, a rimettere in ordine il complesso sistema dei trasporti? Solo un sistema di trasporto integrato ed efficiente è in grado di ridare alla Capitale il ruolo che le spetta.

Il concordato voluto dalla giunta Raggi, è stato un modo per evitare di prendere decisioni strategiche sui trasporti ed ora sta portando al definitivo fallimento dell’Azienda capitolina”. “Liberalizzare Atac? Perché no?” si chiede Gregori, schierandosi così con il Sì ma a certe condizioni “a patto che però vi sia sempre una regia pubblica che regoli, prenda decisioni e faccia il controllo sui servizi erogati; garantendo trasparenza e sicurezza di concorrenza, sempre guardando alla qualità del servizio svolto e l'efficacia dello stesso per i cittadini romani e per Roma. Il centro sinistra deve assolutamente recuperare la spinta riformatrice nazionale di questi anni.

A Roma più che mai, se vogliamo rilanciare lo sviluppo della città, abbiamo bisogno di valorizzare la spinta che il governo regionale ha realizzato sia in campo dei trasporti, penso al rilancio del Cotral, che nell’ambito della Sanità. Non possiamo permettere all’amministrazione romana di sprecare ulteriori risorse. Non possiamo permettere a questa amministrazione di mettere la testa sotto la sabbia del Concordato e a breve del fallimento. Tutto ciò andrebbe a perorare lo stato di paralisi che tutt'ora viviamo. Non è questo il bene di Roma. Non è questo che i cittadini romani meritano” conclude l’esponente del Pd romano.

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