Referendum Atac, Radicali contestati: a Tor Bella Monaca interviene la polizia

I fatti in via Acquaroni, mentre Roberto Giachetti e altri attivisti stavano raccogliendo le firme per il Referendum Mobilitiamo Roma

Foto di Alessandra Laterza

Quello in via Acquaroni a Tor Bella Monaca era uno dei 24 banchetti organizzati per la giornata di giovedì 3 agosto da Radicali Italiani e Radicali Roma per “Mobilitiamo Roma”: la raccolta firme per il referendum comunale sul tema trasporti. L’appuntamento, però, fissato alle ore 16.00 è durato poco più di un’ora perché alcune persone hanno iniziato a contestare l’iniziativa fino a rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Al banchetto per la raccolta firme anche Roberto Giachetti, consigliere comunale e vice presidente della Camera. 

Il quesito referendario dei Radicali

Il referendum organizzato da Radicali Italiani e Radicali Roma pone questo quesito: “Volete voi che a decorrere dal 3 dicembre 2019 Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?

Laterza: “Siamo stati costretti a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine”

A raccontare i momenti concitati vissuti dagli attivisti nel pomeriggio di oggi è  Alessandra Laterza, membro dell’assemblea romana del PD  e dell’organo di garanzia. “Eravamo qui in via Acquaroni con il banchetto, con noi anche l’onorevole Roberto Giachetti – ha spiegato a margine dell’evento Laterza– quando alcune persone si sono avvicinate e hanno iniziato ad insultarci e a protestare contro di noi con dei loro volantini preparati alla bene e meglio”. Gli insulti poi sono continuati: “Hanno iniziato a fermare le stesse persone che fermavano noi durante il volantinaggio e hanno iniziato a spintonarci, a quel punto non ci è rimasto altro da fare che chiamare le forze dell’ordine”. Laterza ha voluto precisare: “Questo spazio lo abbiamo ottenuto con una regolare richiesta in questura”. Nonostante l’arrivo delle forze dell’ordine, i “contestatori” hanno portato avanti i loro obiettivi e a quel punto per gli attivisti del banchetto non è rimasto altro da fare se non terminare l’iniziativa prima del previsto”.

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