Referendum Atac, via libera degli uffici comunali: si farà in primavera

Da regolamento, la sindaca Raggi dovrà fissare una data entro il 31 gennaio

Ora è ufficiale. In primavera i cittadini romani avranno la possibilità di decidere se il servizio di trasporto pubblico locale della propria città, ora in mano ad Atac, vada messo a gara o meno. "Questa mattina è finalmente arrivata la conferma dagli uffici comunali: il referendum 'Mobilitiamo Roma' si terrà la prossima primavera" l'annuncio di Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli, rispettivamente segretario di Radicali Italiani e di Radicali Roma. Manca solo la data che, da statuto, dovrà essere stabilita dalla sindaca Virginia Raggi entro il prossimo 31 gennaio. Nel frattempo la Commissione per i Referendum dovrà stilare il regolamento per la disciplina degli spazi di informazione nella campagna elettorale referendaria.

"La strada indicata non soltanto dal nostro referendum e dai più di 30mila cittadini che l'hanno sottoscritto, ma dalle indicazioni nazionali ed europee e negli ultimi giorni anche dall'Antitrust, è quella delle gare e quindi dell'apertura alla concorrenza" spiegano "contro la quale hanno operato, per decenni e in modo trasversale, i meccanismi clientelari che hanno portato la capitale in un baratro senza fondo. È arrivato il momento di superare le posizioni ideologiche che contraddistinguono anche questa amministrazione, e di fare il massimo affinchè la volontà dei cittadini possa esprimersi in modo libero e consapevole". 

L'amministrazione a Cinque Stelle, però, si è già espressa più volte contro il referendum. "Per noi Atac è pubblica e non va assolutamente privatizzata" aveva affermato la sindaca Virginia Raggi proprio in merito al referendum. "La visione politica di questa amministrazione è un'altra". Anche l'assessora alla Mobilità, Linda Meleo, si era scagliata contro l'iniziativa dei Radicali: "Aprire ai privati non è la soluzione" il riassunto di un lungo post su Facebook. Il regolamento, però, impone alla sindaca di convocare il referendum. 

Intanto, contro l'iniziativa dei Radicali si è sollevato il deputato di Si e consigliere di Sinistra per Roma, Stefano Fassina che annuncia la promozione di "iniziative e comitati per il No al referendum consultivo promosso dai Radicali". Ha scritto in una nota: "Mobiliteremo tutte le energie disponibili per bloccare il tentativo di privatizzare il trasporto pubblico a Roma. L'Atac va completamente riorganizzata e vanno fatti gli investimenti necessari sui mezzi, sulle corsie preferenziali, sulla cura del ferro per la mobilità nell'area metropolitana. Privatizzare il servizio è una scorciatoia demagogica". 

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Anche Riccardo Agostini, consigliere regionale di Articolo Uno – Mdp lancia il comitato che "al prossimo referendum cittadino si schiererà contro la privatizzazione del servizio di trasporto pubblico" si legge in una nota. "A Roma alcune linee sono già state liberalizzate e sono le peggiori, per qualità del servizio e per condizioni di lavoro dei dipendenti. Non mancano numerosi altri esempi negativi di liberalizzazioni, in Europa e in Italia. Questa à la realtà che racconteremo ai romani, insieme ai progetti già presentati per migliorare il servizio e le condizioni di lavoro". 

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