Venerdì, 14 Maggio 2021
Politica

Atac, i Radicali diffidano la sindaca Raggi: "Boicotta il referendum"

Magi e Capriccioli: "Sul sito del Comune di Roma nessuna informazione"

Un momento della raccolta delle firme (Immagine di repertorio)

Una diffida alla sindaca Virginia Raggi perché "l'amministrazione capitolina sta boicottando il referendum per la messa a gara del Tpl romano". Dopo il ricorso al Tar contro la proroga dell'affidamento del servizio di trasporto alla municipalizzata capitolina, i Radicali tornano all'attacco. "Sulla homepage del sito istituzionale i cittadini possono trovare una sezione dedicata alle elezioni per il rinnovo dei consigli del III e dell'VIII Municipio" che si svolgeranno il 10 giugno ma "nessuna informazione sul referendum che la sindaca ha indetto per il prossimo 3 giugno". 

Così, "dopo ripetute richieste pubbliche e inviti formali caduti nel vuoto", Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli, promotori del referendum 'Mobilitiamo Roma', hanno inviato una diffida alla sindaca, agli assessori, a tutti i consiglieri, alla Commissione per i Referendum di Roma Capitale, e per conoscenza al Prefetto di Roma, "perché sia finalmente varato il piano di regolamentazione degli spazi di informazione sul referendum".

È previsto nella delibera comunale che disciplina gli istituti di partecipazione e di iniziativa popolare, la numero 101 del 1994. L'articolo 9 del provvedimento prescrive infatti che la commissione preposta, in caso di referendum, "propone al Consiglio comunale uno schema di regolamento per la informazione dei cittadini e per lo svolgimento della campagna referendaria, al fine di promuoverne la completezza, l'obiettività e l'efficacia". E ancora l'articolo 12: "La Giunta Comunale, con propria deliberazione, [...] stabilisce la composizione ed il numero dei seggi elettorali".

È la Giunta, quindi, che deve regolare l'aspetto operativo della consultazione. Si legge ancora nella diffida: "A quanto consta, ad appena 46 giorni dalla data fissata nell'Ordinanza sindacale numero 17 del 2018, né l'Assemblea nè la Giunta hanno adempiuto ai loro doveri istituzionali". La mancanza di tali informazioni, continua il documento, potrebbe "inficiare la stessa praticabilità democratica dello strumento referendario che, nella fase successiva all'indizione, è strumento 'istituzionale' finalizzato alla consulazione popolare". 

"È un chiaro e grave atto di censura ai danni di un'iniziativa promossa da 33 mila romani e dei quasi 3 milioni che saranno chiamati alle urne, operato dalla giunta M5S: cioè di quel partito che si spaccia come baluardo della partecipazione e della trasparenza" dichiarano Magi e Capriccioli. "È inaccettabile che Virginia Raggi, invece di agire da sindaco, continui a comportarsi come rappresentante di un comitato per No, utilizzando spazi e strumenti istituzionali per impedire la partecipazione invece che per favorirla". 

"Se non si provvederà immediatamente ad adottare le norme ancora mancanti e a recuperare il grave deficit informativo nei confronti dei cittadini, assumeremo ogni necessaria iniziativa, anche nelle sedi giudiziali, per tutelare i diritti civili e politici dei cittadini romani". Concludono:  "Nei prossimi giorni lanceremo una mobilitazione permanente tra i cittadini per sventare il tentativo dell'amministrazione di affossare il referendum, e invitiamo tutte le forze politiche, civiche e sociali di unirsi a noi per porre fine a questa vera e propria emergenza democratica".

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