Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Reddito d'Inclusione, Pd all'attacco: "Circolare del M5s ostacola accesso ai romani"

La conferenza stampa di denuncia del gruppo dem. Catini (M5s): "Critiche strumentali e dannose"

La conferenza stampa del Pd

"Il Comune di Roma nega ai romani l'accesso al reddito di inclusione ponendo delle grandi difficoltà ai cittadini che ne hanno diritto". E' la denuncia lanciata questa mattina dal segretario del Pd romano Andrea Casu e dal gruppo dem in Campidoglio nel corso di una conferenza stampa presso la sala commissioni di via del Tritone. "Il Reddito d'inclusione è un provvedimento fortemente voluto dai governi Renzi e Gentiloni, la prima misura universale di contrasto alla povertà, pensata per i 2 milioni di italiani che versano nelle situazioni di piu grande difficoltà" spiega Casu. E proprio il Pd, a partire dal 1 dicembre scorso, aveva avviato una mobilitazione strada per strada "per farlo conoscere a tutti i romani che ci hanno poi confermato che è impossibile presentare la domanda". 

L'ostacolo, secondo la denuncia avanzata dagli esponenti dem, risiederebbe nella circolare attuativa emanata dall'amministrazione di Virginia Raggi che, continua Casu "rende molto difficile per i romani presentare la richiesta con tempi molto lunghi e appuntamenti previsti addirittura a distanza di mesi". In alcuni municipi, "vengono dati appuntamento anche a fine 2018 solo per avviare l'iter". 

Il tutto, invece, "dovrebbe risolversi entro 45 giorni". La procedura prevederebbe la consegna della domanda presso gli uffici preposti del municipio con un passaggio all'Inps per la verifica dei requisiti e un ritorno al municipio per l'intervento dei servizi sociali. "La circolare emanata dall'amministrazione Raggi, invece, aggiunge un passaggio: i cittadini non possono presentare direttamente la domanda ma passare dai servizi sociali che in questo modo devono analizzare anche la documentazioni dei non aventi diritto allungando a dismisura i tempi" continua. 

Per questo, il Pd chiede la cancellazione della circolare "e la velocizzazione e lo snellimento delle procedure". Non è così in altre città:  "A Milano e Napoli è possibile presentare la domanda nei Caf, a Fiumicino è sufficiente presentarsi all'ufficio Protocollo". Anche i numeri parlano: "Sulle circa 75 mila domande accolte in tutta Italia solo le circa 5 mila sono state presentate a Roma e nel Lazio". 

Cosa è il Rei

Il Reddito di inclusione (ReI) è una misura nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, istituita dal decreto legislativo n. 147/2017. Il suo riconoscimento è condizionato alla valutazione della situazione economica e all’adesione ad un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa, finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà. 

Come si richiede il Rei

La richiesta del beneficio viene presentata da un componente del nucleo familiare mediante la compilazione di un modulo, predisposto dall'Inps, con il quale si dichiara, fra l'altro, il possesso di alcuni requisiti necessari per l'accesso al programma. La normativa prevede che i punti di accesso per la presentazione della domanda possano essere individuati dai Comuni e nel caso di Roma dai municipi e che questi vadano comunicati all’Inps e al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro il 12 gennaio 2018. Il Comune ha il compito di trasmettere la domanda all'Istituto, nel rispetto dell'ordine cronologico, entro il termine di 15 giorni lavorativi dalla data di presentazione. 

L'Inps a sua volta verifica entro i 5 giorni lavorativi dalla trasmissione della domanda, il possesso dei requisiti. In caso di esito positivo delle verifiche effettuate, il ReI è riconosciuto dall'Inps condizionatamente alla sottoscrizione di un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, in affiancamento all'erogazione del beneficio economico previsto. Alla sottoscrizione del progetto comincia anche l’erogazione del sostegno economico. "Un iter amministrativo" commentano dal Pd "che deve durare al massimo 45 giorni".

La replica del M5s

Alla denuncia del Pd replica la presidente della Commissione capitolina Politiche sociali Maria Agnese Catini con una lunga nota stampa. "L'amministrazione Raggi ha effettuato tutti gli adempimenti necessari riguardanti il ReI (Reddito di Inclusione) nei tempi previsti, tramite numerosi incontri preparatori con tecnici rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; il progetto è stato inviato nei tempi entro il 31 dicembre 2016 fra i primissimi comuni italiani, senza utilizzare lo strumento della proroga di cui ha usufruito la maggior parte delle altre realtà" spiega in nota.

"Roma sconta da tempo un problema strutturale di carenza di risorse umane in merito alle politiche sociali; proprio per tale motivo è la prima volta da tanti anni a questa parte che l'amministrazione capitolina - al fine di colmare questo vuoto - ha approvato una delibera che consente l'assunzione a tempo determinato di 26 assistenti sociali che verranno inviati nei municipi per occuparsi dei servizi concernenti il ReI. I primi di loro hanno già firmato il contratto. E' paradossale che quest'attacco provenga esattamente dalla forza politica - ovvero il Partito Democratico - che ha messo a regime la carta acquisti con 2 anni di ritardo, provocando problemi e scompensi che tutt'oggi la città sta scontando. Ancor più paradossale che in tutta Italia si stiano registrando criticità da applicazione del ReI, perché sarebbero stati necessari almeno altri 6 mesi per rendere operativa la misura".

E ancora: "Sottolineiamo infine che il gruppo capitolino del Pd ha il coraggio di organizzare sul tema una conferenza stampa, quando è stato proprio un governo a marca dem ad aver organizzato i processi gestionali del ReI che stanno riscontrando forti problematiche in tutto il Paese, come dimostrato in un recente incontro svoltosi al Ministero fra rappresentanti dei principali comuni italiani, Conferenza delle Regioni, Anci e Ministero stesso. Proprio per questo - conclude Catini - lancio un appello a un senso di responsabilità affinché non si carichi questa misura di eccessive aspettative da parte dei cittadini e perché si riconduca il tutto a un clima di buonsenso, evitando inutili esasperazioni e dannose critiche strumentali".

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