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Reddito di emergenza anche alle famiglie senza residenza, il decreto Rilancio sospende la legge Lupi sulle occupazioni

Lo prevede un emendamento approvato questa mattina in commissione Bilancio. Le famiglie con minori, disabili o in difficoltà potranno presentare un'autocertificazione

Lo striscione appeso fuori da un'occupazione durante la Quarantena

Le famiglie con minori, malati gravi, portatori di handicap, in difficoltà o senza fissa dimora, anche se prive del requisito della residenza, potranno richiedere il contributo economico del Reddito di emergenza. Lo stabilisce un emendamento al decreto Rilancio approvato questa mattina in commissione Bilancio alla Camera che porta la firma del deputato e consigliere del Comune di Roma, Stefano Fassina, e del deputato Bruno Tabacci. L’emendamento prevede infatti una deroga all’articolo 5 della legge 80 del 2014, conosciuta come Piano Casa del ministro Lupi (Governo Renzi), che prevede che chi “occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza”. Chiunque ha occupato una casa popolare o un palazzo dopo il 27 maggio 2014, data di approvazione della legge, non ha quindi potuto chiedere la residenza. Un articolo da tempo nel mirino dei movimenti per l’abitare e dei sindacati degli inquilini perché l’impossibilità di ottenere la residenza rende inaccessibili tutta una serie di servizi, a partire dall’allaccio delle utenze.

Così è accaduto anche con il Reddito di emergenza che vede tra i requisiti proprio la residenza. L’emendamento approvato oggi sospende l’articolo 5 nella parte del comma 1 quater che prevede che il sindaco possa derogare a tale norma in caso di difficili condizioni igienico sanitarie. Al suo posto viene previsto che, vista la fase di emergenza Covid 19, anche le famiglie senza residenza possano avanzare domanda di Reddito di emergenza depositando un’autocertificazione. La deroga è valida per le famiglie con persone minori di età o meritevoli di tutela quali individui malati gravi, portatori di handicap, famiglie in difficoltà e senza dimora. La deroga, specifica ancora l’emendamento, durerà solo per la fase di emergenza e “comunque non oltre il 30 settembre 2020”. Il decreto Rilancio, atteso per lunedì in Aula a Montecitorio, stanzia 11,7 milioni di euro per il Reddito di emergenza.

“Questo emendamento rafforza la lotta per il superamento dell’articolo 5 della Legge Lupi perché dimostra che alcuni diritti sociali come il reddito, e quindi la sussistenza, sono inalienabili e quindi questa legge non può valere”, commenta il segretario nazionale di Unione Inquilini, Massimo Pasquini, che ha lavorato all’emendamento. “Questo passo rafforza la nostra idea di cittadinanza alle persone al di là della discussione sulla legalità. Ci sono migliaia di famiglie che hanno occupato per necessità a causa dell’assenza di politiche abitative e che hanno diritto alla sussistenza. Stimiamo che questo emendamento permetterà a circa 10mila famiglie in tutta Italia, alcune migliaia solo a Roma, di poter ricevere il Reddito di emergenza”. 

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