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Fabio Rampelli eterno escluso: così Meloni ha rottamato il suo padrino politico

Escluso dal governo e dalla corsa alla presidenza della Regione come accade da circa dieci anni: dal Campidoglio alla Pisana tutte le mancate candidature del capo dei Gabbiani

Con il partito all’apice proprio nella sua città, Fabio Rampelli è il grande escluso di Fratelli d’Italia. Si perchè se Giorgia Meloni alle ultime elezioni politiche ha portato FdI ad essere il primo partito a Roma trascinando la coalizione alla vittoria e ipotecando così la scelta sul candidato presidente alla Regione Lazio, la premier si è dimenticata del suo vecchio mentore. 

Meloni esclude il suo ex mentore

Rampelli che nella storica sezione di Colle Oppio, quando Meloni era una giovane e promettente militante, dispensava consigli e dettava la linea è stato messo all’angolo. Escluso prima dal governo e poi da quella candidatura a presidente della Regione Lazio alla quale, è cosa risaputa, il vicepresidente della Camera ambiva. Troppe, dicono nell’ambiente di FdI, le esternazioni di rottura e di contrapposizione di Rampelli verso quella che fu la sua pupilla. A cominciare dalla contrarietà dell’ex capo dei Gabbiani, la corrente interna al partito, alla realizzazione del termovalorizzatore per Roma. Linea opposta a quella della compagine di FdI in Campidoglio. 

Il bluff della rosa “dei tre nomi”

Così Rampelli è rimasto fuori. Inserito solo nella rosa dei tre nomi proposti da Meloni agli alleati insieme all'eurodeputato ed ex sindaco di Terracina, Nicola Procaccini, e all’ex presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, su cui poi è ricaduta la scelta. La convergenza su un tecnico, seppur uomo di area con un passato piuttosto remoto nel Fronte della Gioventù, per non spaccare il partito. 

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Rampelli e le candidature sfumate

Rampelli è dunque rimasto un fugace candidato. Come sempre. Ipotesi di corsa per la presidenza della Regione Lazio nel 2013, vicino alla candidatura a sindaco di Roma nel 2016, quando poi a tentare la corsa (senza successo, terza con il 20,62% dopo Giachetti e Raggi ndr.) verso il Campidoglio fu invece Giorgia Meloni. Rampelli vicinissimo a dover correre per lo scranno più alto della Pisana anche nel 2018, fu superato invece da Stefano Parisi. Sempre Rampelli il nome delle prime ore per le ultime amministrative romane, poi la scelta assai infelice di Enrico Michetti. Così questa volta il vicepresidente della Camera si era praticamente autocandidato. Ma, per sua stessa ammissione, nessuno effettivamente glielo aveva chiesto. Così l’ufficializzazione della candidatura di Rocca non è stata poi così tanto un fulmine a ciel sereno. Rampelli da deus ex machina di Fratelli d’Italia a grande escluso. Almeno fino alla prossima tornata elettorale quando il suo tornerà probabilmente ad essere “uno dei nomi in lizza”. E forse, ancora una volta, nulla di più. 

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