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Rifiuti, Raggi: "Superiamo la logica degli Ato e portiamo gli scarti negli impianti esistenti"

La sindaca intervistata da Radio Radio parla dell'emergenza rifiuti: "Ama ha dovuto risolvere il contratto con un'azienda. Ora si occuperà lei di prenderne il posto"

Virginia Raggi torna a parlare di rifiuti. Lo fa nel pieno di un'emergenza raccolta e dopo la notizia dei giorni scorsi secondo la quale la responsabilità di indicare discariche e impianti nell'ottica del piano rifiuti regionale spetta a lei come presidente della Città Metropolitana. E intervistata da Radio Radio, nella trasmissione Il calcio è servito, ha detto cose importanti. 

"Siamo in un'era di transizione: prima si buttava tutto a Malagrotta" poi chiusa "per fortuna Malagrotta, ci  siamo ritrovati senza un'alternativa valida. Rassicuro tutti: questa amministrazione non vuole continuare all'infinito con due Tmb Salario e Rocca Cencia, ma come possiamo fare per spegnerli? Dall'oggi al  domani è un po' difficile". Secondo la prima cittadina  "l'unico strumento che abbiamo oggi è spingere al massimo la differenziata", ha continuato. "Ama sta lavorando per creare un'altra tipologia di impianti, impianti di compostaggio, per la differenziazione e separazione delle plastiche - ha sottolineato - dobbiamo puntare su un'altra tecnologia".

Riguardo ai problemi nella raccolta in diverse zone di Roma, la sindaca ha spiegato: "Abbiamo avuto un grosso problema con un'azienda che lavorava per Ama, non lavorava bene e Ama ha dovuto risolvere il contratto". "Ama ha preso l'impegno di ripulire la città assumendo in proprio anche i circa 200 giri che faceva questa azienda", ha spiegato Raggi.

L'aspetto più importante però la sindaca lo tocca quando, rispondendo ad una domanda, sottolinea ancora l'aspetto dell'impegno verso la differenziata, toccando poi il tema del dove vanno portati i rifiuti: "Quando io dico che ci troviamo in un momento di transizione. Si è capito che i rifiuti possono essere portati a nuova vita è fondamentale. Noi dobbiamo iniziare a ragionare con un'ottica di paese e non più in un'ottica di Ato (Ambito territoriale ottimale). Noi abbiamo discariche e inceneritori e questi noi dobbiamo affamarli. Inutile pensare che ogni città debba avere una sua discarica e inceneritore, prima di tutto perché l'Europa dice che non va bene e poi perché, anche volendo (e noi non li vogliamo) per autorizzare e costruire nuovi impianti ci vogliono anni. Nel frattempo, cosa facciamo? Io suggerisco 'superiamo la logica degli Ato e andiamo a portare i rifiuti negli impianti già esistenti, dando il tempo alle città che devono riconvertirsi di costruire quegli impianti più grandi per compostaggio e per separazione della plastica che poi potranno accogliere rifiuti provenienti da altre città. Iniziamo un rapporto di interscambio sfruttando quello che già abbiamo, mandando a morire discariche e inceneritori' ". 

Si tratta di un passaggio importante perché ribadisce quella che appare essere la linea del M5s a Roma: nessun impianto o discarica nei nostri territori, ma l'intenzione di mandare i rifiuti negli impianti già esistenti, nella Regione e nel resto d'Italia. Proprio la logica dell'Ato è centrale perché il piano rifiuti regionale prevede che ogni Ambito territoriale ottimale diventi autonomo nello smaltimento dei rifiuti. Roma ad oggi, complice la chiusura di Malagrotta senza l'aggiornamento del piano rifiuti regionale, non lo è e per questo manda i rifiuti altrove. La Regione chiede alla Città Metropolitana, per poter completare l'ìter del nuovo piano rifiuti, di indicare siti idonei per impianti e discariche. Di fatto oggi Raggi ha detto che per lei va cambiata quest'impostazione. 

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