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Virginia Raggi all'uscita dal Tribunale di piazzale Clodio il 10 novembre 2018 (foto Ansa)

Virginia Raggi all'uscita dal Tribunale di piazzale Clodio il 10 novembre 2018 (foto Ansa)

Nomina Marra, dopo l'assoluzione Raggi torna alla sbarra: al via il processo d'appello

La prima cittadina in aula per il processo bis. Con lei i consiglieri M5s Paolo Ferrara e Giuliano Pacetti

È iniziato il processo d’appello per la sindaca Virginia Raggi. La prima cittadina della Capitale era oggi in aula e non ha rilasciato dichiarazioni. In primo grado, a novembre 2018, c'era stata la completa assoluzione "perché il fatto non costituisce reato". La vicenda che coinvolge la Raggi, lo ricordiamo, riguarda la nomina di Renato Marra, ex braccio destro della sindaca grillina, a capo del dipartimento Turismo. È accusata di falso per aver mentito ad Anac sulle responsabilità di quella scelta, che lei si è interamente attribuita. In aula sono presenti anche i consiglieri dei 5 Stelle, suoi fedelissimi, Paolo Ferrara e Giuliano Pacetti.

Il presidente della seconda sezione della Corte d'Appello di Roma, Antonio Lo Surdo, ha accolto la richiesta del sostituto procuratore generale, Emma D'Ortona, di procedere con il processo di secondo grado. La prossima udienza si svolgerà il 26 novembre e in quell'occasione saranno ascoltati come testimoni l'attuale assessore capitolino al Personale, Antonio De Santis, e l'ex segretario particolare della prima cittadina, Fabrizio Belfiori.

Quest'ultimo non era nella lista testi presentata dalla Procura, che aveva chiesto di potere ascoltare l'ex capo del Personale del Campidoglio, Raffaele Marra, l'ex assessore al Commercio e al Turismo, Adriano Meloni, Antonio De Santis (all'epoca dei fatti delegato capitolino al Personale), Lorenzo Costanzo (all'epoca portavoce di Meloni) e l'allora responsabile prevenzione della corruzione al Comune di Roma, Maria Rosaria Turchi. 

Perché Raggi è a processo

La procura, dopo la sentenza di assoluzione in prima grado, ha fatto ricorso in appello. Secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Francesco Dall'Olio, che avevano chiesto la condanna della sindaca a 10 mesi di reclusione, Raggi non fu vittima di "un raggiro ordito ai suoi danni" nelle fasi che, nell'autunno del 2016, portarono alla nomina di Renato Marra alla guida della Direzione Turismo. Un raggiro, secondo il tribunale monocratico, ideato dallo stesso Renato e da suo fratello Raffaele, che all'epoca era alla guida del Dipartimento Risorse Umane. 

Per i magistrati dell'accusa dunque la Raggi, difesa dagli avvocati Emiliano Fasulo e Alessandro Mancori, avrebbe commesso un falso documentale: mentì all'Anticorruzione del Comune di Roma riguardo al caso di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro, Raffaele. Marra senior fu promosso da vigile urbano graduato a capo del dipartimento Turismo del Comune con un incremento di stipendio pari a 20mila euro. 

+++articolo aggiornato alle ore 15.00+++


 

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