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Roma è molto gialla e poco rossa: Raggi tende la mano al Pd ma i dem fuggono dalla Sindaca

Sul piatto le presidenze di commissione rimaste vacanti dopo la 'promozione' ad assessori di Vivarelli e Calabrese. Il Pd declina: "Giudizio su Raggi resta negativo"

La Giunta Raggi si tinge di 'giallo', quello del MoVimento 5 Stelle della prima ora, ma la partita sulle presidenze delle commissioni lasciate scoperte dai due neo assessori Valentina Vivarelli (Patrimonio) e Pietro Calabrese (Mobilità) resta in bilico facendo ipotizzare qualche sfumatura di 'rosso' Pd.

Rimpasto Giunta Raggi: la Sindaca sceglie i "fedelissimi"

Se da una parte la Sindaca, nella 'fase2' del suo governo della città, quella marcatamente politica, si circonda di "fedelissimi" mettendo all'angolo la corrente lombardiana e allontanando Laura Baldassarre, all'epoca suggerita come assessora dall'entourage di Di Maio; dall'altra apre al Partito Democratico. 

La "Combriccola del vaffa"...finalmente

Raggi apre al Pd per le presidenze di commissione

"Siamo molto contenti di dove sta andando il nuovo Governo, per cui non c'è nessun tipo di preclusione a collaborazioni" - ha detto la Sindaca presentando il rimpasto di Giunta in Campidoglio a chi le chiedeva se ci fosse la possibilità di un accordo con il Pd per l'ingresso di esponenti dem alla presidenza delle commissioni capitoline rimaste vacanti nel giro di poltrone. 

Il Pd tiene lontana la Sindaca

Ma se Raggi tende la mano, il Pd chiude. "Il giudizio sulla giunta Raggi come ribadito più volte è negativo e continua ad esserlo. Restiamo coerenti. Continueremo ad agire in Aula e nelle commissioni consiliari attraverso proposte e atti per contrastare il declino della nostra città" - ha fatto sapere il capogruppo dem in Campidoglio, Giulio Pelonzi.

Ancora più severo il deputato renziano, Luciano Nobili. "Noi abbiamo fatto un governo col M5S per fermare Salvini ed evitare l'aumento dell'Iva. Ma allearsi con Virginia Raggi, il sindaco più incapace d'Italia, che oggi batte il record del ridicolo col ventesimo cambio di giunta, sarebbe troppo per chiunque. Sarebbe un tragico errore. La Raggi va mandata a casa e la Capitale va salvata dal suo fallimento. Roma merita altro". 

M5s-Pd: convergenza sulla 'questione Roma'

Così, almeno per adesso, il Pd romano, in piena crisi d'identità tra scissioni e lotte intestine, si distanzia dal M5s alleato di governo. Lontano dalla Sindaca Raggi. Unica convergenza quella sulla 'questione Roma' con la Capitale a reclamare in modo trasversale poteri speciali e maggiori fondi. Sarà più facile con una giunta grillina 'pura' e "di lotta", la prima dell'era Raggi, pronta a sbattere i pugni sul tavolo del M5s "di governo". 

"L'unica novità con la nascita del governo giallorosso - ha ricordato Pelonzi - è l'apertura di un dialogo sui poteri di Roma Capitale e i decreti per le emergenze della città e deve avvenire nelle sedi istituzionali e in un confronto diretto con il governo". Tra meno di due anni a Roma si vota e per il Pd la commistione con i grillini all'ombra del Marc'Aurelio forse appare troppo pericolosa. 
 

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