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Il caso Muraro travolge la Raggi, allarme nel direttorio: Di Battista rientra a Roma

Tremano le stanze del Campidoglio e quelle dei vertici del Movimento. Di Maio non parteciperà a Politics su Rai Tre. Grillo attende chiarimenti dalla sindaca

"Ci sono problemi a Roma ed è meglio tornare". Di Battista rientra dal suo tour, il referendum può aspettare. Di Maio diserterà la prima puntata di Politics su Rai Tre come già annunciato da Semprini, il conduttore: "L'hashtag doveva essere #DiMaioRisponde sarà #DiMaioNonRisponde". Grillo resta in silenzio, facendo filtrare dai suoi a Montecitorio un secco: "Ce la faremo". Tra silenzi e imbarazzi le stelle del Movimento romano brancolano nel buio. Il caso Muraro è deflagrato a poche ore dalle dimissioni a catena dell'ex assessore Minenna, dell'ex capo di gabinetto Raineri, dei vertici Ama e Atac. Contenere lo scivolone è sempre più difficile. Come giustificare dinamiche così vicine a quella vecchia politica che gli attivisti hanno promesso di scacciare?

Che si tratti di un avviso di garanzia o semplicemente dell'iscrizione nel registro della Procura, il punto è un altro e mina direttamente il principio cardine del Movimento: trasparenza e dialogo con gli elettori senza finzioni e mediazioni. Raggi e Muraro sapevano dell'indagine e hanno taciuto, sicuramente, ai cittadini, ai consiglieri di maggioranza, alla giunta. Qualcuno c'è che la difende, come il presidente della commissione Ambiente, Daniele Diaco: "Ha fatto benissimo a non dire niente, Muraro deve restare". O l'assessore alla Semplificazione, Flavia Marzano: "Non ha mentito. Tacere è diverso che mentire". Ma in Aula come alla base dell'elettorato serpeggiano rabbia e malcontento, già emersi in giunta (leggi la reazione del titolare all'Urbanistica, Paolo Berdini) e nelle file della maggioranza.  

il direttorio, l'organismo di controllo delle amministrazioni pentastellate sul territorio, cosa sapeva? In risposta alla domanda del senatore Andrea Augello in commissione Ecomafie la sindaca ha affermato con sicurezza: "Sì, certo, li ho avvisati". Ma in serata, nella parte secretata dell'audizione, ha ritrattato: "Non ho informato Grillo né Di Maio, ma solo Taverna e Vignaroli del minidirettorio". Un altro cambio di versione.

Difficile capire chi ha ragione, tra dichiarazioni che si rincorrono da ore, post sui social network, indiscrezioni. Ma il direttorio fa quadrato, compatto nel chiedere immediati chiarimenti alla sindaca e, con ogni probabilità, nel chiedere la testa dell'assessore Muraro, unica via per uscire dal pantano. Eloquente il post su Facebook della deputata Roberta Lombardi, un chiaro invito a mollare l'ex consulente Ama.  "Ammettere gli errori, chiedere scusa, mandare via chi con il M5S non c'entra nulla e mai c'entrerà nulla, fare gruppo perchè la sfida è titanica e da soli non si può nulla e concentrarsi solo ed esclusivamente sul rilancio di Roma. Solo questo".

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