Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Salario accessorio, Raggi si appella al Governo: "Un incontro per sbloccare la vicenda"

Una lettera indirizzata a Padoan per uscire dal pantano di un trattativa infinita che dura dal febbraio 2014. Cgil: "Senza passi in avanti la mobilitazione è inevitabile"

Quanto e come bisogna restituire ancora al Governo centrale? In che modo e dove prendere i soldi per il pagamento del salario accessorio dei dipendenti capitolini? Come regolarsi per il nuovo contratto? Virginia Raggi prova ad uscire dal pantano della trattativa con i sindacati su salario accessorio e nuovi contratti chiedendo al Governo centrale di dirimere le questioni che bloccano la vicenda in piedi ormai dal febbraio 2014

Quesiti che frenano la stipula dei nuovi contratti da un lato e che non sbloccano il pagamento di quella che i 24000 dipendenti del Comune chiamano la quota B, ovvero il pagamento del consuntivo delle produttività riconosciute ma non ancora pagate. In particolare è fermo il pagamento di prestazioni già lavorate nel 2015. Prestazioni per le quali i soldi ci sono, sono stanziati, ma che Tronca ha bloccato. Dalle risposte del Governo si capirà anche se i dipendenti dovranno restituire i soldi incassati anni addietro, questione che ha creato una bufera sul neo assessore De Dominicis. Polemica rientrata con la defenestrazione dell'ex magistrato contabile.

Tutto nasce da un'ispezione del Ministero Economia e Finanza voluta dall'allora sindaco Marino. Un'ispezione che determinò la non correttezza del pagamento del salario accessorio per anni pagato a pioggia. Da lì partirono una serie di trattative nel corso delle quali sono cambiati tre sindaci (Marino, commissario Tronca e Virginia Raggi), quattro assessori al bilancio (Morgante, Scozzese, Causi e Minenna), due contratti (quello vecchio e l'atto unilaterale di Nieri) e soprattutto, dal punto di vista dei singoli dipendenti, migliaia di euro persi in questi anni. Una storia infinita quindi alla quale ora si prova a mettere un punto. 

Fondamentale in tal senso la richiesta di incontro della sindaca al ministro Padoan. L'annuncio della stessa Raggi su Facebook

Questa lettera l'ho inviata personalmente il 6 settembre 2016 al ministro Padoan, chiedendogli un incontro e l'immediata apertura di un tavolo interistituzionale ove presentare le soluzioni individuate da questa amministrazione per risolvere l'annosa questione del salario accessorio del personale non dirigente capitolino. Mi auguro che il governo voglia unirsi al lavoro dell'amministrazione per dare finalmente una risposta ad un problema che si protrae ormai da troppi anni. Lo dobbiamo a tutto il personale non dirigente di Roma Capitale, alle loro competenze e alle professionalità, messe a disposizione di Roma e dei romani. Occorre avviare una nuova stagione contrattuale che restituisca dignità ai tanti lavoratori onesti penalizzati dalle vicende di Mafia Capitale. È il momento di dare una svolta".

Attendono i sindacati. Giancarlo Cosentino segretario CISL FP Roma e Lazio Enti Locali plaude alla lettera della sindaca: "E' sicuramente un atto da positivo. Tutti devono assumersi le proprie responsabilità e chiedere chiarimenti al governo è fondamentale". La stessa Cisl però va avanti con la propria azione: "Solo l'immediato pagamento del salario accessorio del 2015 eviterà la Class action", aggiunge Cosentino. "I soldi ci sono e la lettera della Raggi conferma che c'è tutto per erogarli. Aspettiamo in tal senso che il Campidoglio porti a termine quest'impegno".

Natale Di Cola, segretario romano dell FP Cgil chiede che "Virginia Raggi riattivi il tavolo e paghi la quota sospesa di salario accessorio per mostrare ai dipendenti che l'impegno è serio. Ma il Governo deve fare la sua parte. Serve un intervento normativo che liberi la contrattazione decentrata, sennò si rischia la paralisi e l'impoverimento dei lavoratori. Senza passi in avanti la mobilitazione è inevitabile".

Stefano Giannini, segretario romano del Sulpl, incalza la sindaca direttmente su facebook e sotto il profilo della sindaca scrive: "Se non riconosceranno il ruolo di Roma, per scelta politica o sgarbo istituzionale, trattandola come un comune di 20000 abitanti allora si scelga di osare. Ad esempio si chiuda la notte ed i festivi la Polizia Locale come nei piccoli comuni. Alla sicurezza ci penserà poi il "buon governo" con le risorse statali e non quelle comunali".

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