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Rifiuti, vertice in Prefettura per salvare Roma dall'emergenza

"E' stato avviato un percorso che garantisca il corretto svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l'interdittiva anti-mafia al Colari"

L'impianto di trattamento a Malagrotta

Un incontro in Prefettura per disinnescare l'emergenza rifiuti. Dopo che la sentenza del Consiglio di Stato ha confermato l'interdittiva antimafia adottata nel 2014 nei confronti del consorzio Colari, la situazione del sistema di smaltimento dei rifiuti della Capitale si complica. La legge vieta a soggetti pubblici di pagare aziende raggiunte dall'interdittiva antimafia. Ma senza ricorrere agli impianti di trattamento di Malagrotta, di proprietà del Colari, il sistema romano collasserebbe in poco tempo. Così al tavolo del prefetto Paola Basilone si sono seduti tutti: la sindaca di Roma Virginia Raggi, gli assessori all'Ambiente, comunale e regionale, Pinuccia Montanari e Mauro Buschini, i vertici di Ama. Presente anche l'Anac. 

Dell'incontro ne è stata data notizia con una nota congiunta. "E' stato avviato un percorso che garantisca il corretto svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l’interdittiva anti-mafia adottata nel 2014 dal prefetto di Roma nei confronti del consorzio Co.La.Ri". I particolari di tale "percorso", almeno per ora, non sono stati ufficializzati. Persone informate dei fatti parlano di incontro "interlocutorio" al quale seguiranno nuovi appuntamenti nei prossimi giorni. 

Tra le ipotesi in campo c'è la possibilità che la sindaca Raggi firmi un'ordinanza per autorizzare la continuazione del conferimento dei rifiuti presso gli impianti del Colari come fece il suo predecessore, Ignazio Marino nel febbraio del 2014. Lei, ieri, a margine della conferenza stampa di presentazione del Piano per la gestione dei materiali post-consumo di ieri, in merito alla possibvilità di interrompere i rifiuti negli impianti di Malagrotta ha affermato: "Non accettiamo ricatti da questo soggetto". Un'affermazione che ha sollevato la repica immediata del consorzio: "E' del tutto falso che siano state poste in essere azioni ricattatorie".

Senza gli impianti di Trattamento meccanico biologico di Malagrotta e senza la possibilità di sviluppare alternative di lungo periodo Roma cadrebbe nell'emergenza. Il contraccolpo si è sentito anche qualche settimana fa quando gli impianti del consorzio di Manlio Cerroni hanno ridotto i conferimenti del 30%, da 1200 a 800 tonnellate giornaliere e Ama è stata costretta a sovraccaricare i suoi. Il blocco dei pagamenti, con conseguente fermo totale dell'attività, lascerebbe di fatto senza una destinazione 1200 tonnellate al giorno di rifiuti. 

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