San Basilio, Raggi incontra la famiglia marocchina: a loro un nuovo alloggio

La sindaca: "Il quartiere di San Basilio non puo' essere offeso da una minoranza che con gesti inqualificabili offende tutti gli abitanti della zona"

Mourad, Fatya e i loro tre figli avranno presto una loro casa. La promessa arriva direttamente dalla sindaca di Roma Virginia Raggi che ieri ha incontrato la famiglia marocchina cacciata a suon di cori razzisti dal quartiere di San Basilio. Qui, martedì, sarebbero dovuti entrare nella loro casa assegnata dall'Ater dopo cinque anni d'attesa. A via Filottrano però hanno trovato vere e proprie barricate di residenti, pronti a difendere la priorità a loro dire acquisita da Adriano, un italiano occupante dell'alloggio da agosto. La rivolta ha spinto Mourad a "battere in ritirata" e a rinunciare all'alloggio. 

La sindaca, che nei giorni scorsi aveva espresso la propria indignazione per l'accaduto, ieri ha incontrato la famiglia. All'incontro ha partecipato l'assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale, Laura Baldassarre, che in questi giorni è stata in costante contatto con la famiglia di origini marocchine per offrire loro l'assistenza dell'amministrazione capitolina. 

La sindaca Raggi ha espresso solidarietà e vicinanza per quanto accaduto, sottolineando che la città di Roma e i suoi cittadini non si riconoscono in manifestazioni di chiusura e non inclusione sociale. "L'accoglienza ed il senso di comunità sono valori condivisi da tutti i romani. La città abbraccia con affetto Mourad, Fatia e i loro bambini. Sarà assegnata loro una nuova casa", ha commentato la prima cittadina. "Il quartiere di San Basilio non puo' essere offeso da una minoranza che con gesti inqualificabili offende tutti gli abitanti della zona- ha aggiunto la sindaca- Rispetto della legalità, integrazione e riqualificazione delle periferie sono l'antidoto contro il degenerare dell'intolleranza e del non rispetto: una lotta nella quale sono sempre gli ultimi a rimetterci". 

Intanto nella borgata tra la Tiburtina e la Nomentana non si parla d'altro. I residenti respingono la rappresentazione di un quartiere razzista e parlano di una reazione ad una situazione disperata nella quale si lotta, in sostanza per sopravvivere. Gli stessi residenti hanno chiesto di incontrare la sindaca. 

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