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Raggi e il Ddl Zan: "Il nostro faro è l'articolo 3 della Costituzione"

Ospite a DiMartedì, il programma di La7 condotto da Giovanni Floris, la sindaca ha glissato - per quanto a potuto - sulla scelta di non prendere posizione sul disegno di legge contro l'omotransfobia: "Articolo 3 della Costituzione è il nostro faro"

"Non ho espresso la mia opinione perché nessuno me l'ha chiesta": così ha risposto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in merito alla sua posizione sul Ddl Zan quando è stata interpellata in maniera diretta.

Raggi è stata ospite a diMartedì, il programma condotto su La7 da Giovanni Floris, all'indomani dalla Giornata nazionale contro l'omotransfobia, ed è stata chiamata in causa da Antonio Caprarica. Che le ha chiesto, a bruciapelo, se "approverebbe il Ddl Zan", il disegno di legge del deputato del Pd Alessandro Zan finalizzato a combattere ogni forma di omolesbobitransfobia, abilismo e misoginia. Su cui la sindaca non si è di fatto mai espressa pubblicamente, né a favore né contro, né sui social né in occasioni pubbliche. Nello studio di Floris, però, non ha potuto tirarsi indietro, pur senza rispondere - ancora una volta - in modo definito alla domanda.

"Non credo che si debba andare in giro a tirare fuori opinioni dal cilindro come fanno molti politici che si siedono in tutti i salotti parlando della qualunque cosa - ha detto Raggi - A domanda però rispondo, e dico che secondo me il Ddl Zan sta lavorando su un tema che è quello della discriminazione e tutti hanno il diritto di essere assolutamente trattati con il massimo rispetto. Il nostro faro è e deve sempre l'articolo 3 della Costituzione".

Nessun accenno, di nuovo, alla battaglia che le associazioni Lgbt+ portano avanti ormai da anni e che nelle ultime settimane si è concentrata sull'approvazione di un disegno di legge che istituirebbe un reato che nella Costituzione che Raggi cita non è comunque esplicitato - aggressioni di matrice omofoba - men che meno indicato dal Codice Penale come fattispecie.

Floris dal canto suo ha provato a insistere: "Nella giornata contro le discriminazioni si potrebbero fare lezioni che spieghino la cultura e l'identità di genere - ha osservato - ma questo potrebbe dare grossi problemi con la parte cattolica dell'elettorato, e su questo Roma è molto attenta. La accusano di non prendere posizione".

"Io posso prendere la posizione sul ddl Zan senza problemi - ha replicato Raggi - non bisogna mistificare, c'è un tema che è l'autonomia scolastica". Sono dunque i dirigenti scolastici, secondo la sindaca, a dover decidere se inserire nel programma momenti di istruzone specifica e sensibilizzazione: "Ogni scuola deciderà come affrontare questo tema - ha ribadito - a seconda della fascia d'età dei bambini che sono coinvolti".

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