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Virginia Raggi (immagine d'archivio)

Virginia Raggi (immagine d'archivio)

Malagrotta 2, Raggi incalzata da una cittadina rompe il silenzio sulla discarica: "Tutta colpa del piano rifiuti regionale"

La sindaca a Ostia si imbatte in un'esponente del comitato della Valle Galeria, e dopo mesi di mancate risposte si sfoga e incolpa Zingaretti: "Noi pressati dalla Regione. Neanche io sono contenta"

L'unico modo per scongiurare l'ipotesi di una discarica nella Valle Galeria è cambiare il piano rifiuti della Regione Lazio. A dirlo, passando nuovamente la palla nel campo dell'avversario politico Nicola Zingaretti, è la sindaca Virginia Raggi. Durante una passerella quasi elettorale sul litorale di Ostia, la ferma una cittadina affacciata alla finestra e la mette alle strette: "Sindaca, la preghiamo di non dimenticarsi della Valle Galeria. Sono del comitato della zona, noi ci batteremo, faremo la guerra a voi e alla Regione per i nostri figli, hanno diritto di vivere in un ambiente sano". 

Così Raggi, dopo dieci mesi di silenzio trascorsi svicolando abilmente ogni domanda e senza mai concedere interviste in merito, si lascia andare allo sfogo, fornendo una risposta che è in sostanza un "non abbiamo altra scelta". La ragione? "Il piano rifiuti regionale prevede come metodo di smaltimento solo le discariche" dice Raggi. E poi "con degli emendamenti al piano vogliono istituire l'Ato di Roma (Ambito territoriale ottimale), il che significa che Roma deve trattare e smaltire da sola tutti i rifiuti che produce".

Ancora, "è un piano inadeguato, i consiglieri in regione ci stanno aiutando a cambiarlo". Dettò ciò, "se non ci fossero state pressioni della Regione per chiudere il sito di Colleferro non saremmo stati costretti a prendere questa scelta. Neanche io sono contenta. Nell'elenco fornito dalla Regione, la Valle Galeria era l'unico sito idoneo". Tutte dichiarazioni pubblicate poi sui social network dalla cittadina in questione, che ha filmato la sindaca con il telefonino. 

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La scelta di realizzare un sito di smaltimento di rifiuti a pochi metri dall'ex cava di Malagrotta, lo ricordiamo, è del Comune, fissata nero su bianco in una delibera del 31 dicembre 2019, proprio a seguito di un patto siglato con la Regione. Tante e furenti le proteste che seguirono all'atto. I comitati della zona hanno manifestato più volte sotto il Campidoglio e il M5s si è spaccato in due con una fronda di consiglieri contrari alla decisione. Eppure Raggi non si è mai fatta sentire ufficialmente sul tema. Le si chiedeva semplicemente di spiegare alla città il perché di una scelta così in contraddizione con le promesse elettorali del Movimento Cinque Stelle, che proprio nella Valle Galeria ha raccolto molti consensi al grido di "mai più discariche sul territorio". 

Ora Raggi batte un colpo e la sua spiegazione la dà. Sarebbe stata una decisione forzata quella di Monte Carnevale, spiega, alla quale è stata costretta dalla Regione Lazio. Sembra un nastro che si riavvolge e torna indietro di quasi un anno, allo scontro tra livelli istituzionali sul tema rifiuti. E allo scarica barile del Campidoglio. 


 

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