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Bilanci delle partecipate nel caos: Raggi non si presenta alla Corte dei Conti

La sindaca ha disertato l'adunanza convocata per chiarire il profondo rosso delle società partecipate dal Comune: su Atac e Roma Metropolitane pesano bilanci non approvati, alti costi per manutenzioni e consulenti

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha disertato l'adunanza della Corte dei Conti: quella convocata per discutere dello stato delle società partecipate del Comune di Roma, in particolare di Roma Metropolitane e Atac.

Conti in rosso e bilanci non approvati: sprofondano le partecipate romane

Nero il quadro emerso dalla relazione firmata dal magistrato Giuseppe Lucarini, un documento di 74 pagine che ha sviscerato il profondo rosso delle municipalizzate romane: processo di razionalizzazione "incompleto", tetti di spesa sforati e "ritardi pluriennali" nell'approvazione dei bilanci. Il capitolo relativo alle aziende del Comune che si occupano del trasporto pubblico è quello più disastroso: emblematico il passaggio in cui la Corte dei Conti sottolinea come la compresenza e la parziale sovrapposizione di competenze tra Atac, Roma Metropolitane e Roma Servizi per la Mobilità renda "il modello organizzativo attuale poco conforme ai canoni di razionalità, economicità ed efficienza che invece dovrebbero connotare le gestioni pubbliche". Solo di recente l'ipotesi di fondere Roma Metropolitane e Roma Servizi per la Mobilità in un'unica società, processo identico anche per Farmacap e Zetema.

Raggi diserta la Corte dei Conti

Molti altri gli aspetti da chiarire: ma la sindaca Raggi, convocata da remoto, non si è mai collegata e, secondo quanto apprende l'agenzia Dire, senza una motivazione. Al posto della sindaca c'era (ma senza delega) il vicesindaco e assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese. Insieme a lui il collega di Giunta con delega al Bilancio e Partecipate, Gianni Lemmetti, la ragioniera del Campidoglio, Anna Guiducci, i direttori dei dipartimenti competenti, il direttore generale di Atac, Franco Giampaoletti, il liquidatore di Roma Metropolitane, Andrea Mazzotto, e i tecnici delle società.

La relazione dei giudici sul profondo rosso delle partecipate romane

La Corte dei Conti ha incalzato Comune e società con oltre tre ore di domande: dalle motivazioni della mancata approvazione dei bilanci di Roma Metropolitane (in ballo ancora quelli 2019 e 2020), fino al vetusto parco mezzi di Atac e poi alcuni compensi di amministratori e consulenti giudicati troppo alti così come i canoni per l'affitto di bus. La Corte dei Conti vuole vederci chiaro anche sullo stato del concordato di Atac. Il Campidoglio, durante l'adunanza, avrebbe annunciato la rivisitazione del piano di razionalizzazione delle partecipate fatto lo scorso anno e ribadito anche ai giudici la volontà di accorpare da una parte Roma Metropolitane con l'Agenzia Roma Servizi per la Mobilità e su un altro fronte Farmacap (dal 2013 al 2019 ha fatto registrare perdite per 17,47 milioni di euro ndr.) con Zetema. Nei giorni scorso le dimissioni in blocco dei vertici della società che gestisce 45 farmacie comunali.

La versione del Comune sarà ora vagliata dal presidente di sezione, Roberto Benedetti, e dal collegio, che si sono ritirati in Camera di Consiglio: attesa nei prossimi giorni redigeranno una delibera. Ma, secondo quanto apprende l'agenzia Dire, la situazione dei conti delle società sarebbe molto confusa, in particolare per quanto riguarda gli anni passati. Raggi ha disertato l'incontro. In linea con "un quadro di sostanziale 'assenza' del socio pubblico - scriveva nella relazione la Corte dei Conti - nei confronti delle società in house".

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