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Lunedì, 17 Giugno 2024
Politica

L'ex sindaca Raggi incalza Gualtieri: "Dica no a impianto di trattamento nell'ex Tmb"

Dopo il devastante incendio fu lei alla guida del Campidoglio a chiedere la revoca dell'autorizzazione ambientale perchè l'area non era più "compatibile con futuri utilizzi produttivi". Il M5s presenta una mozione e cerca i voti della maggioranza di centrosinistra che sul tema è spaccata

Nessun trattamento di rifiuti nell’ex Tmb Salario. Dopo il no espresso dal parlamentino di Montesacro, si schiera contro la realizzazione di un impianto per la selezione ed il recupero delle terre di spazzamento nel sito Ama di via Salaria, anche l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi. 

Raggi dice ‘no’ al nuovo impianto nell’ex Tmb Salario

E’ sua la seconda firma sotto la mozione che il M5s, insieme alla lista civica, porterà in Assemblea Capitolina per tentare di fermare il progetto del Campidoglio e della municipalizzata. Nel documento i portavoce grillini chiedono al Sindaco e alla Giunta di esprimere la propria contrarietà all’utilizzo del sito ex Tmb Salario per il trattamento dei rifiuti. L’impegno dovrà essere quello di realizzare un centro direzionale con uffici, oltre che un polo universitario per studi sull’economia circolare, la transizione ecologica e l’ecologia integrata, spazi aperti ai cittadini e un parco sul fiume riqualificando l’area di via Salaria. 

Il M5s a caccia dei voti della maggioranza spaccata

Il gruppo del M5s spera di raccogliere anche i voti di una parte della maggioranza di centrosinistra già apertamente schierata contro l’impianto previsto nell’ex Tmb Salario. Anche il Municipio III, guidato dal minisindaco dem Paolo Marchionne, ha voltato le spalle al Campidoglio chiedendo lo stop al progetto. L’interruzione delle procedure preliminari. Ama ha già chiesto alla Regione Lazio la verifica di assoggettabilità al procedimento di VIA, la valutazione di impatto ambientale. 

La lettera di Raggi e la “fine” del Tmb

Nel giugno del 2019, a sei mesi dallo spaventoso incendio che ha distrutto il vecchio Tmb rendendolo completamente inutilizzabile, era stata proprio la sindaca Raggi a scrivere una lettera alla Regione Lazio per chiedere il ritiro dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) “per un’area - si leggeva nella missiva - che non è compatibile con futuri utilizzi produttivi". 

Un mese dopo arrivò anche la richiesta di Ama per l’annullamento dell’AIA per l’esercizio dell’impianto integrato di recupero e valorizzazione di rifiuti non pericolosi, quella rilasciata con determinazione regionale il 31 marzo del 2011. La parola “fine” sul Tmb Salario con il territorio e l’allora presidente del municipio Giovanni Caudo pronti a riprogettare quell’area sognando, oltre ai servizi, anche un parco con affaccio sul Tevere. 

Nei mesi scorsi il nuovo progetto di Ama: accanto all’hub dell’economia circolare, l’idea di un impianto per il recupero delle terre di spazzamento da 100 tonnellate al giorno. 30mila l’anno. “Un impianto che non ha impatto e non inficia il recupero dell’area”, lo ha difeso l’assessora capitolina al Ciclo dei Rifiuti Sabrina Alfonsi. Ma il territorio è pronto ad alzare le barricate. Dopo otto anni di miasmi insopportabili lì di rifiuti, di qualsiasi natura e quantità, non vogliono più sentirne parlare. 

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