Raggi a Bastogi: "Bonifiche grazie a noi". Ma tra due mesi è di nuovo rebus fondi

La sindaca in tour tra le palazzine del residence per l'emergenza abitativa. Da pochi giorni sono partiti gli interventi di pulizia dei box propedeutici a quelli su acqua e fogne. Raggi: "Anche i residenti facciano la loro parte"

Foto Ansa

"Dopo anni di abbandono, finalmente la zona del complesso ex Bastogi verrà liberata da rifiuti e sacche di degrado che rischiavano di innescare una vera e propria emergenza igienico-sanitaria". La sindaca Virginia Raggi rivendica i primi interventi di bonifica e quelli in programma di manutenzione straordinaria nelle palazzine del più grande residence per il disagio abitativo della Capitale, a Torrevecchia. Lo fa sul posto, accompagnata dalla presidente del XIII municipio, Giuseppina Castagnetta, dai tecnici capitolini, dai vigili urbani di zona. Senza entrare dentro i condomini fatiscenti, scende lungo via Giuseppe Piolti de' Bianchi e si affaccia per vedere il primo garage liberato dai cumuli di calcinacci e immondizia di ogni sorta. "Questo è quello che abbiamo fatto dopo anni di inerzia".  La pulizia dei box è necessaria per intervenire sui guasti alle fognature che per settimane hanno riempito i locali di liquami. RomaToday ha intercettato le denunce dei cittadini a fine febbraio: "Sono tre mesi che denunciamo al municipio questa vergogna". Due giorni dopo le ditte sono arrivate. E oggi Raggi è in strada a metterci la faccia: "Abbiamo cercato di reperire i fondi in ogni modo, ce l'abbiamo fatta". Ecco il piano di lavoro nel dettaglio. 

INTERVENTI E CRONOPROGRAMMA - Parliamo di un'operazione da 100mila euro - somma stanziata dalla giunta capitolina e oggi a disposizione del dipartimento Simu - più 42mila euro di Ama. Al momento sono in corso sia le attività di bonifica che quelle di riparazione dei servizi igienici. Per queste ultime, spiegano dal Campidoglio, "dal 1 marzo 2017 è stato attivato un primo appalto per la pulizia con canal jet della rete fognaria, disostruzione dei tratti intasati delle fognature che nelle autorimesse interrate sono a vista e a pavimento e, dove necessario, rifacimento dei tratti ostruiti, revisione e riparazione dei tratti danneggiati, mancanti o comunque non funzionati per il corretto deflusso degli scarichi, sostituzione dei tratti danneggiati di tubazione degli impianti idrico e termico dei locali autorimessa". Entro il 30 marzo verranno completati su tutte e cinque le palazzine. Poi con un secondo appalto, in corso di affidamento, verranno effettuati interventi all’interno delle unità abitative "volti ad eliminare le infiltrazioni e le perdite degli impianti; questo intervento permetterà una riduzione degli sprechi di acqua ed un miglioramento delle condizioni igienico sanitarie degli alloggi". Il tutto in parallelo con spazzamento e pulizie di Ama sul quartiere. 

"NIENTE FONDI PER LA MANUTENZIONE ORDINARIA" - La sindaca festeggia - "l'obiettivo di questa amministrazione è restituire dignità e vivibilità alla zona" - e i cittadini tornano a sperare. Anche se ad oggi dopo le passerelle politiche e qualche finta soluzione il politico di turno è sempre sparito. "Tamponare le emergenze non è più sufficiente, occorre pianificare a medio-lungo termine" commenta ancora l'avvocata grillina, volendo rimarcare in ogni modo un cambio di rotta rispetto al passato, ma al contempo ammettendo che i fondi per la manutenzione ordinaria, di fatto, non ci sono. Qui sta il nodo. Siamo ancora all'una tantum. Gli interventi in corso sono di fatto una risposta emergenziale. Certo, "anche i cittadini devono fare la loro parte impegnandosi a non abbandonare i rifiuti nei box" ripete più volte la sindaca. Ma sulle tubature e in generale sull'impiantistica servono dei "piccoli interventi continui di manutenzione". A ricordarglielo ci gli stessi tecnici del Simu a cui stringe le mani davanti ai box appena puliti. "Noi staremo qui ancora due mesi, ci siamo attivati in ogni modo perché non c'erano alternative. Ma non sarebbero operazioni nostra competenza".

"FATECI PAGARE L'AFFITTO" - Già, perché le case sono di proprietà comunale e la manutenzione ordinaria spetterebbe al municipio o, in alternativa, al dipartimento Patrimonio. Ma ditte che se ne occupano nello specifico (come avviene per gli edifici di edilizia residenziale pubblica) non ce ne sono. Bastogi è irregolare dalla nascita. Le cinque palazzine grigio fumo, protagoniste di un noto docufilm Rai, nascono nel 1989 come soluzione temporanea - temporanea - all'emergenza abitativa. A 28 anni di distanza svolgono ancora la stessa funzione. Stessi inquilini e stessa condanna a un'assenza totale di servizi, tra allacci illegali e lavoretti fai da te. Zero manutenzione. Da qui la richiesta, perpetrata per anni e rimasta lettera morta, che può suonare paradossale: "Fateci pagare l'affitto". Anche a Raggi è arrivata la stessa supplica, oggi, durante il tour. E la stessa promessa: "Non temete, anche sul piano giuridico stiamo lavorando per voi". 

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