Referendum Atac, Raggi: "I romani hanno già scelto, non va privatizzata"

"Al momento la richiesta di referendum è stata depositata ed è al vaglio"

"Per noi Atac è pubblica e non va assolutamente privatizzata". La sindaca Virginia Raggi, ai microfoni di Radio Incontro Olympia, torna sulla richista di referendum avanzata dai Radicali, che hanno depositato le firme neessarie, in merito alla possibilità di mettere a bando il tpl capitolino. "Al momento la richiesta di referendum è stata depositata ed è al vaglio. La visione politica dell'amministrazione è un'altra, e se cittadini ci hanno scelto hanno voluto dare una serie di segnali".

Comunque, ha aggiunto Raggi, "trovo vergognoso il comportamento di alcuni miei ex sfidanti come Giachetti che prima in campagna dicono di volere Atac pubblica e poi vanno ai banchetti dei referendum. Serve coerenza". 

Raggi ha poi parlato del concordato preventivo in conitnuità: "Era l'unica maniera per mantenere Atac a guida pubblica. Noi pensiamo che un'azienda pubblica se ben condotta può svolgere il servizio meglio del privato: Roma ha un territorio così vasto che se gestito dal privato in molte zone resterebbe scoperto perchè si concentrerebbe sulle aree più remunerative". 

"Atac ha un debito di 1,3 miliardi, abbiamo trovato un'azienda estremamente in affanno ma abbiamo iniziato a lavorare subito su trasporti" ha spiegato. "Abbiamo rimesso in strada 45 filobus che erano fermi, sbloccato fondi per 150 nuovi bus e presto ne arriveranno altri 15. Abbiamo trovato una flotta circolante di 900 autobus su 1.800, e oggi siamo a minimo 1.300". 

Immediata la replica dei Radicali: "Sarà bene ribadire che il 'vaglio' di cui parla la Sindaca Raggi rispetto alla richiesta di referendum 'Mobilitiamo Roma' riguarda esclusivamente il conteggio delle firme: conteggio che, tra parentesi, sta richiedendo un tempo incredibilmente lungo, quasi pari a quello che è stato necessario per raccoglierle" scrivono in un comunicato Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli, rispettivamente segretario di Radicali Italiani e di Radicali Roma. "Nessun altro giudizio di merito può essere formulato dall'Amministrazione, visto che il quesito proposto (che, lo ricordiamo per l'ennesima volta sperando che la Sindaca prima o poi ne prenda atto, non riguarda la 'privatizzazione' di Atac ma la messa a gara del servizio) è stato già dichiarato ammissibile, in via preventiva, dalla Commissione per i referendum. Al di la' dei 'segnali' di cui parla Raggi, quindi, sapremo quello che i cittadini avranno deciso sul Tpl romano soltanto dopo l'esito del referendum, la cui convocazione è un atto dovuto a norma dello Statuto di Roma Capitale".

Reagisce anche Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e consigliere capitolino: "Adesso basta Raggi! Io ti sfido a un confronto pubblico dove vuoi, quando vuoi, con l'arbitro terzo che preferisci. Un confronto tra me e te per vedere chi dice le bugie ai romani" le parole affermate in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. "La sindaca di Roma sostiene che io mi dovrei vergognare per aver voltato le spalle ai romani perche' in campagna elettorale, secondo lei, avrei detto che l'Atac doveva rimanere pubblica. Quello che dice la Sindaca è falso, come sempre. Io in campagna elettorale ho sempre detto che l'Atac andava risanata e poi messa a gara, e con quest'ultima avrebbe potuto vincere sia il pubblico che il privato (per esempio a Milano ha vinto il pubblico). Mentre io dicevo questo, la Raggi cacciava tutti quelli che stavano lavorando al risanamento dell'Atac. All'azienda la Sindaca ha, invece, aumentato le poltrone, mettendo dentro gli amici suoi e, di fatto, l'ha portato al fallimento in Tribunale". poi ha spiegato le motivazioni per le quali ha deciso di sottoscrivere la richista di referendum proposta dai Radicali: "Io ho firmato un referendum perchè voglio dare la possibilità ai romani di esprimersi. Cosa che alla Sindaca Raggi non piace molto, e lo abbiamo già visto". 

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