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Raffaele Marra

Raffaele Marra

Caso nomine, l'ex capo del personale Raffaele Marra condannato a un anno e quattro mesi

L'ex braccio destro della sindaca Raggi accusato di abuso d'ufficio in merito alla nomina di suo fratello Renato a capo del dipartimento Turismo del Comune 

Il Tribunale di Roma ha condannato a un anno e quattro mesi Raffaele Marra, l'ex capo del personale in Campidoglio, accusato di abuso d'ufficio in merito alla nomina di suo fratello Renato a capo del dipartimento Turismo del Comune. 

Il pm Francesco Dall'Olio lo scorso 11 giugno aveva chiesto di condannare Marra a due anni di reclusione.

Per la stessa vicenda, lo scorso 10 novembre la sindaca Virginia Raggi è stata assolta dall'accusa di falso.

La nomina del fratello Renato, che all’epoca era vicecomandante della Polizia Locale, avrebbe comportato per lo stesso un aumento dello stipendio pari a 20mila euro lordi l’anno, passando da una prima a una terza fascia retributiva. L'imputato ha sempre respinto la tesi dell'accusa dichiarandosi davanti ai giudici "assolutamente innocente". "Sono stato estraneo nella procedura di interpello che nasce su iniziativa della sindaca Raggi che ha potere esclusivo e autonomo nelle scelte e nell’assegnazione degli incarichi" aveva dichiarato. 

La condanna per corruzione

Nel dicembre del 2018 lo stesso Marra, lo ricordiamo, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere per corruzione in concorso con il defunto immobiliarista Sergio Scarpellini. Secondo le accuse, l'imprenditore avrebbe pagato all'ex braccio destro di Virginia Raggi alcuni immobili per corromperlo. I due finirono in manette e per Marra, successivamente, arrivò anche l'accusa di abuso d'ufficio, nel fascicolo che portò alla sbarra anche la prima cittadina che però scelse il rito immediato.

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