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Immagine generica d'archivio

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Rifiuti, a rilento la raccolta per chi è in quarantena ma Ama dà la colpa alle Asl: "Ritardi nel fornire i nominativi"

L'amministratore Stefano Zaghis: "Con rammarico, si è riscontrata una tempestività non sempre adeguata nella trasmissione dei nominativi"

Sacchetti dell'immondizia che nessuno passa a raccogliere e che gli utenti sono così obbligati a tenersi in casa. Succede a chi, positivo al coronavirus, si trova nella propria abitazione, solo, costretto alla quarantena e impossibilitato a uscire anche solo per raggiungere la postazione di secchioni più vicina. Ai rifiuti dei contagiati dovrebbero pensare gli operatori di tre società private a cui Ama ha appaltato il servizio attivato lo scorso 1 aprile, durante la prima emergenza covid. Servizio che però, per stessa ammissione dell'azienda partecipata, non sta funzionando come dovrebbe. 

"Mi permetto di condividere la preoccupazione nel garantire una risposta alla necessità della raccolta dei rifiuti a domicilio, per quei cittadini in difficoltà in quanto si trovano in quarantena obbligatoria o in isolamento a seguito dell'esito positivo al tampone" scrive l'amministratore unico di Ama Stefano Zaghis, in una nota che RomaToday ha potuto visionare, una risposta a una lettera-denuncia sul tema inviatagli dal consigliere leghista Davide Bordoni. 

Gli utenti interessati sono "oltre 1500", sempre stando ai numeri forniti da Zaghis e presenti negli elenchi che il dipartimento Ambiente ha fatto avere ad Ama, dopo averli richiesti alle Asl. E starebbe qui l'intoppo. 

La colpa se il servizio non funziona come dovrebbe non sarebbe della partecipata capitolina ma dell'Azienda sanitaria locale nel fornire gli elenchi dei cittadini in isolamento che necessitano del servizio. "Con rammarico, si è riscontrata una tempestività non sempre adeguata nella trasmissione dei nominativi dei cittadini coinvolti, nonostante Ama si sia sempre resa parte attiva in tale delicato processo" spiega Zaghis, scaricando altrove la responsabilità dei disservizi. 

"Oltre l'imbarazzo di Ama resta il grave disagio per tutte quelle persone che abitano da sole" commenta il consigliere Bordoni. "È fondamentale che nell'isolamento domiciliare cibi, bevande e materiali siano gettati nell'indifferenziata, utilizzando un doppio sacchetto, accuratamente chiuso perché in questa 'battaglia', a contare di più sono proprio i gesti di responsabilità quotidiana dei cittadini ma anche le Istituzioni sono chiamate a fare la loro parte". 

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