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Cartoni fuori da una farmacia, immagine d'archivio

Cartoni fuori da una farmacia, immagine d'archivio

Passo indietro di Ama sul porta a porta per i negozi: con il nuovo bando la metà delle utenze torna ai cassonetti

Spiegate in commissione Trasparenza le nuove modalità di raccolta previste dal bando ponte della durata di nove mesi

Passo indietro di Ama sulla raccolta porta a porta che interessa gli esercizi commerciali, le cosiddette utenze non domestiche (in gergo tecnico, le und). Come anticipato lo scorso aprile dall'amministratore unico dell'azienda Stefano Zaghis, con il nuovo appalto, una gara ponte di nove mesi che andrà a sostituire 8 dei 16 lotti scaduti, le utenze servite saranno più che dimezzate. E quelle che resteranno fuori torneranno a usufruire dei normali cassonetti stradali, che però lo ricordiamo servono anche ai cittadini. 

Metà delle utenze tornano ai cassonetti

Rispetto alle 80mila utenze commerciali iniziali del mega appalto del 2018, fallito su più fronti, si scende ora a circa 50mila. Restano fuori quelle che insistono su aree dove è possibile utilizzare i cassonetti stradali. A spiegarlo oggi durante una commissione Trasparenza sul tema è stato lo stesso direttore del Personale di Ama Marcello Bronzetti. Ha precisato che a rimanere fuori dal nuovo servizio saranno "utenze a bassa produzione di rifiuto"

Vero è però che "le und insistenti su aree dove c'è ancora una raccolta stradale non sono state ricomprese nell'appalto ponte. Anche perché gli utenti non domestici hanno una propensione ad avvalersi dei contenitori stradali". E ancora: "Il commerciante o l'utente non domestico - ha aggiunto Bronzetti - avendo a disposizione il cassonetto a portata di mano non teneva il contenitore nel proprio esercizio e conferiva il rifiuto nel cassonetto. Questo è uno degli elementi che è servito a rideterminare un minore numero di utenze che sarà servito dal porta a porta esternalizzato, in particolare per quanto riguarda le utenze non ristoro". 

Risparmi per Ama 

Questa modalità consentirà ad Ama di concentrarsi "sulle utenze ristoro, che producono maggiormente tutte le frazioni di rifiuto e saranno servite meglio da una raccolta puntuale porta a porta" assicura ancora Bronzetti. Alla fine dei conti, la municipalizzata risparmierà un terzo dei costi: "Rispetto agli attuali affidamenti c'è una riduzione delle utenze che comporta una diminuzione complessiva del 30%". In più, il corrispettivo da pagare ai prestatori d'opera prima era pagato in base alle cosiddette 'badgeature' da parte degli operatori, da adesso invece sarà calcolato in base al peso dei rifiuti raccolti, come avveniva prima del 2018. 

Guardando ai numeri: la "razionalizzazione" del servizio prevista da Ama, coincide con un numero di utenze servite che risulterà più che dimezzato: si passerà da circa 30mila 800 a 13mila del nuovo bando. Quindi 30% di minori costi a fronte di più del 50% di esercizi che, non usufruendo del porta a porta, getteranno i loro rifiuti nei cassonetti. Un costo inferiore quindi, per  un passo indietro significativo sulla qualità del servizio offerto. 
 

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