Rifiuti, in Ama la coperta è corta: tocca all'azienda il porta a porta dei negozianti, ma si riempiono i cassonetti in strada

Disservizi a macchia d'olio in città, specie in quei municipi dove Ama è impegnata da qualche settimana anche nel servizio di raccolta delle utenze non domestiche dopo l'appalto flop

Sacchetti non raccolti in via Gallese, 04.07.20

Il servizio di raccolta dei rifiuti presso negozi, ospedali, uffici pubblici è tornato in capo ad Ama (dopo quasi due anni di affidamenti a terzi). L'azienda però non ha il personale sufficiente per garantire efficienza su tutti i fronti. Ed ecco che a fare le spese della coperta troppo corta sono subito i servizi di raccolta stradale ordinaria e il porta a porta. Cassonetti e bidoncini pieni compaiono in città a macchia di leopardo.

Secchioni pieni

A Tomba di Nerone, municipio XV, gli abitanti segnalano diverse postazioni di secchioni traboccanti di sacchetti. Idem nei quartieri di Boccea e Ottavia. Poi ancora nella zona di Anagnina, dall'altra parte della città. Tornando al nord disservizi toccano anche Montesacro e, a est, il quadrante di Centocelle, sia sulla raccolta domiciliare che quella nelle postazioni dei cassonetti. La ragione di criticità che puntualmente ritornano in una crisi dei rifiuti che a Roma è diventata ormai quasi ordinaria? Stavolta è da cercare per lo più nella carenza di personale Ama e nella rimodulazione di alcuni servizi post covid. 

Manca il personale

In particolare, in queste settimane, circa 200 lavoratori sono impiegati sul servizio di raccolta differenziata degli esercizi commerciali, in capo all'Ati di Roma, composta da Multiservizi, Sea e Isam (per i lotti dei municipi I, III, XIV, XV) fino alla scadenza dell'appalto lo scorso aprile. Una falla improvvisa che impegna quotidianamente una fetta importante di personale della partecipata. A discapito di altri servizi. 

A quando il piano assunzionale?

Perché l'organico si sa è già da tempo in forte sofferenza, carente di circa 350 unità, quelle in teoria promesse nel piano assunzionale che doveva essere votato da Roma Capitale, socio unico, entro fine giugno poi slittato e subordinato all'adeguamento del piano tariffario. L'amministratore unico Stefano Zaghis vorrebbe un aumento della Tari e l'ha già chiesto al Campidoglio. Difficile che gli venga accordato, ma è a questo che restano appese le nuove assunzioni. 

In parallelo ricordiamo che entro agosto verrà approntato un piano di risanamento, perché la coperta è corta anche sul piano economico. Senza bilancio dal 2017, a rischio default, con il Campidoglio pronto a valutare un intervento di ricapitalizzazione, il quadro è più che critico. Facile quindi che ci siano ripercussioni sul piano organizzativo della raccolta. Senza contare i vari fenomeni di abbandono di rifiuti ingombranti vicino ai cassonetti costantemente denunciati dalla sindaca Raggi. 

Sindacati in piazza

Insomma, un quadro pronto a esplodere, mentre i sindacati annunciano battaglia. "La giunta guidata da Virginia Raggi continua a non mantenere gli impegni presi. Entro il 30 giugno avrebbe dovuto approvare il piano assunzionale di Ama Spa. Ma niente. Ormai è chiaro che dopo fallimento conclamato delle politiche sui rifiuti resta un solo obbiettivo a portata di mano: far fallire la società pubblica" commentano Giancarlo Cenciarelli, Marino Masucci e Massimo Cicco, segretari generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio, annunciando per domani l'ennesima manifestazione dei 270 lavoratori di Roma Multiservizi a rischio licenziamento, quelli che hanno perso il lavoro con l'internalizzazione del servizio di raccolta dei negozi passato ad Ama. 

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Un appalto fallito, salutato dalla sindaca Virginia Raggi come grande rivoluzione a cinque stelle del porta a porta, finito con un servizio carente fin dall'inizio, 270 persone senza lavoro e Ama in affanno. Un flop su tutti i fronti. 
 

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