Migranti, oltre 17mila 300 firme per piazza Maslax: "Ferrovie ci conceda l'area"

I volontari di Baobab Experience raggiungono l'obiettivo: un numero di sottoscrizioni pari a i profughi morti in mare negli ultimi due anni. Ora la palla passa a Fs

I migranti insieme ai volontari di Baobab (Foto da Facebook)

Chiedono la concessione di una piazza che già utilizzano per l'accoglienza. Ma lo vorrebbero senza la paura quotidiana delle camionette della Polizia che arrivano all'alba e sgomberano tutti e tutto, come già successo cinque volte in tre mesi. Chiedono uno spazio dove fornire un servizio che Roma, di fatto, non offre. Da piazzale Maslax, alla stazione Tiburtina, arriva l'appello: "Abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci eravamo posti, abbiamo raccolto 17mila 311 firme, il numero dei morti in mare negli ultimi due anni. Chiediamo di poter restare qui".

Sono i volontari di Baobab Experience a lanciare la richiesta a Ferrovie dello Stato. Il parcheggio dove aiutano ogni giorno circa cento rifugiati in attesa di ricollocamento europeo è inutilizzato, abbandonato fin dall'apertura, e da tre mesi è un'oasi di rifugio, una distesa di tende da campeggio dove trovare pasti, cure mediche, supporto e calore umano per chi arriva dal Mediterraneo e resta fuori dai circuiti ufficiali dell'accoglienza. Si chiede che l'oasi diventi "legale". E per farlo serve la concessione da parte di Ferrovie dello Stato

"Quello che abbiamo dimostrato negli ultimi due anni è che si può realizzare un'accoglienza degna, si possono abbattere i muri della diffidenza e si può convivere, creando degli spazi aperti a tutta la cittadinanza. E non è un'impresa titanica. Ci siamo riusciti noi, volontarie e volontari, e soprattutto ci siete riusciti voi, cittadine e cittadine che siete venute/i a vedere, a conoscere, a donare, ad impegnarvi in prima persona" scrivono in una nota stampa. 

"Senza la costante minaccia degli sgomberi, potremmo costruire delle aree per l'assistenza medica, per quella psicologica e per quella legale. Potremmo utilizzare supporti tecnologici per garantire il collegamento ad internet, potremmo illuminare il campo con i pannelli solari, garantire bagni e docce puliti e manutenuti, installare una cucina da campo donataci due anni fa e ancora inutilizzata, riservare un'area per i minori, creare una biblioteca, un'aula studio per le lezioni di lingua, portare un canestro, due porte da calcetto e -perché no- allestire una tenda dove le volontarie e i volontari possano riposarsi e allentare la pressione. E tante altre cose che verranno in mente a noi e a voi". Perché "un altro modello di accoglienza e convivenza è possibile. Chiediamo solo un posto dove poterlo mostrare". Ora la palla è in mano a Ferrovie. 


 

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