Quote rosa, scontro sulla modifica M5S dello Statuto. Pd: "Colpo di mano"

I consiglieri pentastellati hanno proposto la modifica dello Statuto di Roma Capitale. Guerrini: "Il Pd non conosce la legge". Le consigliere dem: "Eliminate le parole chiave per la rappresentanza di genere"

Stop all'obbligo di parità di genere nelle 'giunte' romane, sia quella capitolina sia quelle municipali. La proposta di modifica dello statuto di Roma Capitale avanzata dal Movimento cinque stelle ha sollevato proteste. In sostanza si tratta di modificare la dicitura che regola la presenza di genere: "Fra i nominati è garantita la presenza, di norma in pari numero, di uomini e donne". Con una riga rossa per cancellare l'inciso ci si garantirà la presenza di entrambi i sessi ma senza specificare il numero. La proposta è stata firmata da 17 consiglieri M5S.

Sul piede di guerra le opposizioni. "Ci accorgiamo che, con la proposta di modifica dello statuto di Roma Capitale, con un vergognoso colpo di mano, vengono eliminate le parole chiave per la rappresentanza di genere e la parità di entrambi i sessi nelle giunte capitolina e municipali" scrivono in una nota comune le consigliere del Pd in Campidoglio. "Il comma 3 dell'art. 25 e il comma 21 dell'art. 27 attualmente in vigore, infatti, recitano che fra i nominati deve essere garantita 'la presenza, di norma in pari numero, di entrambi i sessi'. Un atto per di più illegittimo dato che, con questa modifica, si superano le norme del Tuel, il Testo Unico degli Enti Locali. Noi su questo daremo battaglia perché le faticose conquiste di questi anni in termini di rappresentanza non possono essere spazzate via da chi agisce senza conoscere le norme o, e sarebbe davvero più grave, seguendo un disegno. Ci aspettiamo che la prima sindaca donna di questa città richiami la sua maggioranza a ben più miti consigli". 

"Il M5S al governo di Roma attacca anche la parità di genere" le parole della capogruppo della Lista Civica #RomaTornaRoma in Assemblea Capitolina e vicepresidente della Commissione Personale, Statuto e Sport, Svetlana Celli. "Incapaci di formare giunte che rispettino la parità fra i sessi, i grillini preferiscono cambiare lo statuto. Dal primo sindaco donna della Capitale ci saremmo aspettati maggiore sensibilità" ha scritto su Facebook. 

Non è mancata la replica della sindaca Virginia Raggi: "Sono sempre stata a favore della presenza delle donne nelle istituzioni. Lo dico a chi vuole far passare l'idea che io sia contraria per chi sa quali assurdi motivi" ha fatto sapere. "Quando penso che sono la prima donna sindaca di Roma sono orgogliosa, ma soprattutto sento la responsabilità di rappresentare tante donne come me. Tra i consiglieri capitolini M5S le donne rappresentano la maggioranza". Poi ha aggiunto: "Credo che debbano avere le stesse opportunità per farsi strada nella vita. E questo può avvenire soltanto con politiche serie a tutela della maternità e a sostegno del lavoro e della famiglia in modo che nessuna donna possa subire il ricatto di perdere il lavoro o di vedersi ridotto lo stipendio. Il resto sono chiacchiere per i vecchi politicanti lontani dalle persone reali". 

Una spiegazione tecnica viene invece fornita dalla consigliera M5S e presidente della Commissione delle Elette capitolina, Gemma Guerrini, che accusa l'opposizione di "non conoscere la materia". Si legge in una nota: "Legati come sono al desueto e superato concetto delle "quote rosa" ignorano (chissà se volutamente o per mera ignoranza) quanto prescrive la legge 7 aprile 2014, n. 56, all’articolo 1, comma 137, che garantisce la parità di genere. Legge la cui applicazione è rimasta fino ad oggi largamente disattesa". La legge citata, che regola la formazione delle città metropolitane, al citato comma recita: "Nelle giunte dei comuni  con  popolazione  superiore  a  3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in  misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico". Continua Guerrini: "Vogliamo ricordare, inoltre, al Pd e ai Municipi che con il M5S la Capitale d’Italia ha la prima sindaca donna. Non solo, il M5S ha la percentuale più alta di donne in Parlamento. Infine, è proprio grazie al M5S che le donne elette in Campidoglio rappresentano oggi la maggioranza dei consiglieri capitolini". 

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Il presidente dell'Aula, Marcello De Vito preferisce parlare di merito: "L'amministrazione M5S impronta le sue scelte sul merito: prima di considerare se sia donna o uomo, conta verificare la professionalità del candidato. Ben venga scegliere sole donne, o viceversa, se tra loro ci sono i candidati più validi". 

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