Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

M5S addio: quattro consiglieri dissidenti lasciano la maggioranza pentastellata

I consiglieri Donatella Iorio, Marco Terranova, Enrico Stefàno ed Angelo Sturni hanno lasciato il M5s

I quattro pentastellati dissidenti del Campidoglio hanno lasciato il Movimento Cinque Stelle. A comunicarlo sono stati i diretti interessanti all’inizio della seduta dell’Assemblea Capitolina, poi sospesa per convocare una capigruppo. 

L'addio al M5s

I consiglieri  Donatella Iorio, Marco Terranova, Enrico Stefàno ed Angelo Sturni hanno rassegnato le dimissioni dal Movimento fondato da Beppe Grillo e Davide Casaleggio, per fondare un nuovo gruppo. Non li ha seguiti invece Alessandra Agnello, originariamente nel gruppo dei “dissidenti” che avevano contestato, soprattutto,  la scelta del Raggi Bis. L'ex consigliera municipale, attualmente presidente della commissione Lavori pubblici in Campidoglio, resta nella squadra della Raggi a sostegno di una maggioranza che, nei numeri, non è era più tale già dall'addio di Marcello De Vito, passato a Forza Italia. I consiglieri Sturni, Stefàno, Terranova e Iorio, nel comunicare l'addio al M5s, hanno contestualmente annunciato la nascita del nuovo gruppo “Il piano di Roma”.

Il mancato salto di qualità

“Inutile dire che per me questo è un momento importante. Ho dedicato molti anni al M5S: sono stata consigliera di opposizione nel XIV Municipio, poi eletta al Comune e per molti anni presidente della commissione Urbanistica. Ma la mia posizione negli ultimi mesi era fortemente critica nei confronti della candidatura della Raggi che, pur legittima, non è stata condivisa con il gruppo e i consiglieri. Era il minimo che ci aspettavamo - ha dichiarato la consigliera Donatella Iorio - Nel 2016 il Movimento avrebbe comunque vinto le elezioni, cinque anni dopo bisognava fare un salto di qualità e non si può continuare a dare la responsabilità a chi è venuto prima di noi. Chiedevamo autocritica e di metterci al tavolo con altre forze politiche. Hanno invece prevalso i personalismi”. 

Il riferimento: il governo Conte

“Anche io lascio il M5s - ha dichiarato Marco Terranova -  Mi sono disiscritto dal Movimento e ho protocollato la richiesta di istituzione del nuovo gruppo. Le motivazioni? Credo che questa città abbia bisogno di un fronte unito di tutte le forze politiche che vogliono il bene della città. Lo dicono tutti i partiti ma per intenti e collocazione politica ci identifichiamo in una parte, quella delle forze progressiste. Su questo il Movimento ha perso un'occasione qui a Roma”. Non è la prima volta che i dissidenti pongono il tema di un'alleanza con il fronte progressista. Rimasti inascoltati all'interno del gruppo pentastellato, hanno quindi deciso di uscirne. “Il mio riferimento - ha specificato Terranova - è quello del Governo Conte. Quella è la soluzione per mettere insieme le forze per trovare le soluzioni anche per la città”. Angelo Sturni, nel comunicare la propria uscita dal M5s e dal gruppo consigliare pentastellato, nel riconoscere che "l'Assemblea ha lavorato bene sui provvedimenti di iniziativa consiliare" ha sottolineato che "spesso ci siamo ritrovati all'ultimo momento a ratificare altri provvedimenti". Un tema, quello dei "passacarte", che è stato evocato anche dal collega Enrico Stefàno.

La colpa degli altri

Anche Enrico Stefàno, da tempo voce critica del M5s e decano grillino in Campidoglio, ha formalizzato la propria decisione.“Per me questa è una giornata speciale: esattamente 8 anni fa sedevo per la prima volta in questa straordinaria aula. Aderisco al 'Piano di Roma' e lascio il M5s, senza alcun rammarico - ha annunciato Enrico Stefàno,  il presidente della commissione Mobilità capitolina  - Sono sempre stato una voce critica ma leale, invece il Movimento ha preso una deriva nell'ultimo periodo: non mi piace la retorica del 'va tutto bene' e 'se non va bene è sempre colpa di qualcun altro, la Regione, il buco nei bilanci, la Mafia, il dipartimento, gli uffici, il gruppo comunicazione che ha sbagliato il post. Io penso che chi ricopre alcuni ruoli debba ogni tanto prendersi delle responsabilità e alimentare un sano dibattito interno e anche esterno verso la città. Ma tutto questo non è avvenuto”.

Stefàno non si ricandida

Nel corso degli ultimi mesi Stefàno non aveva nascosto una distanza che, col tempo, è diventata sempre più evidente. Non aveva risparmiato le critiche alla sindaca per i ripensamenti sul funzionamento dei varchi elettronici, così come per l'intenzione di rivedere progetti, come quello della mobilità di San Giovanni. “E' stata data priorità ai like invece che al merito e alle competenze e non si sono valorizzati i ruoli dove si fa politica, come le commissioni" ha ricordato Stefàno, che spesso si è trovato a difendere il lavoro dei tecnici, banalizzato dai post su facebook. Ma soprattutto, il presidente della commissione Mobilità, ha sempre più spesso criticato la narrazione propagandistica di alcuni colleghi del M5s, considerati fedelissimi di Raggi, arrivando ad attaccarli pubblicamente. E non ha fatto mancare la propria voce contro la ricandidatura della Sindaca, decisa senza un previo confronto. . L'aula, infine, è stata trattata come un luogo di passacarte. Personalmente ricordo che non sarò della prossima tornata elettorale - ha confermato - Non ho quindi altre finalità”. 
 

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