Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Qualità della vita: Roma guadagna tre posizioni. Peggiorano servizi, ambiente e cultura

Milano conferma la sua leardership. Ultima Caltanissetta. Roma al 18esimo posto: era 21esima

Foto Andrea Leone

Più tre posizioni per Roma nella classifica della qualità della vita de Il Sole 24 Ore. C'è però poco da esultare per la Capitale perché, a fronte di una classifica con il segno più, molti  indicatori vedono la città scendere nelle singole classifica. Il tutto senza contare l'ennesimo smacco nei confronti di Milano che anche quest'anno si conferma città dove si vive meglio

Roma guadagna tre posizioni

Come sta Roma? Se ci si ferma alla classifica, senza entrare negli indicatori, si potrebbe dire che le cose vanno meglio dello scorso anno. Nel 2018 infatti la città eterna era al 21esimo posto, mentre quest'anno è 18esima. Entrando però nel dettaglio la situazione vede l'Urbe peggiorare in alcuni importanti indicatori. Nella graduatoria ricchezza e consumi nel 2018 Roma era ottava, un anno dopo è al 40esimo posto pur vedendo migliorare di pochi punti gli indicatori. Un crollo invece si registra negli indici per ambiente e servizi, dove Roma passa dal 15esimo al 19esimo posto, perdendo oltre 100 punti negli indicatori media sul tema. Migliora la situazione della sicurezza, pur trovandosi oltre la centesima posizione. Peggiorano, sul tema, i reati commessi legati all'uso di stupefacenti. Migliora decisamente il trend per Affari e Lavoro: settimo posto nel 2019 contro il 43esimo dello scorso anno. Trend in miglioramento anche per la voce demografia e società, dove Roma sale tra i top 10. Peggiora, a sorpresa, la cultura dove la Capitale scende dal podio (era terza), attestandosi al settimo posto.  

Roma, gli indicatori qualità della vita del 2019

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Roma, gli indicatori qualità della vita del 2018

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Il quadro generale 

Oltre alla prima posizione nella classifica generale, ottiene anche il primato nella categoria "Affari e lavoro", il secondo posto nella classifica di tappa "Ricchezza e consumi" e il terzo in "Cultura e tempo libero". È negativa, invece, la performance in "Giustizia e sicurezza": il capoluogo lombardo, con la sua provincia, si piazza in ultima posizione soprattutto per numero di reati denunciati e litigiosita'. Un dato che potrebbe essere letto anche come segno che a Milano, a differenza di altre realta' geografiche, i cittadini denunciano di più i reati. 

Subito dietro il capoluogo lombardo, nella classifica generale 2019, si confermano le province dell'arco alpino: sul podio ci sono anche Bolzano e Trento, rispettivamente al secondo e al terzo posto, seguite da Aosta. A spingerle sono i record "di tappa", ovvero le macro aree tematiche di cui e' composta la classifica generale: Aosta è prima in "Ricchezza e consumi", Trento vince in "Ambiente e servizi" e Bolzano in "Demografia e società". 

Per gli altri record di tappa, Oristano è prima in "Giustizia e sicurezza" e Rimini in "Cultura e Tempo libero". Nella top ten delle province più vivibili, dove si incontrano anche Trieste (quinta) e Treviso (ottava), quest'anno entra la provincia di Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e - a chiudere la top ten - Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti. 


Male il sud 

La coda della classifica è occupata dalle province del Sud: Caltanissetta occupa l'ultimo posto per la quarta volta nella storia dell'indice dopo le performance negative del 1995, nel 2000 e nel 2008. Foggia (105esima) e Crotone (106esima) la precedono di poco. 

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